Nuovo piano regolatore, riparte il confronto in commissione. Ma verso le elezioni il tempo stringe

Il calendario tecnico del nuovo Piano regolatore comincia ormai a intrecciarsi con quello politico. Questa settimana a Palazzo Cabrino prende il via la seconda tranche di commissioni consiliari dedicate allo strumento urbanistico che dovrà ridisegnare lo sviluppo di Novara nei prossimi anni e che l’amministrazione guidata dal sindaco Alessandro Canelli punta a portare in consiglio comunale prima della fine del mandato.

Per il momento sono state fissate tre sedute: giovedì 3 settembre sarà affrontato il tema delle strategie del livello ambientale, lunedì 7 quello del livello insediativo residenziale e lunedì 14 il livello infrastrutturale. Il calendario, però, è destinato ad allungarsi: dovranno essere convocate altre commissioni di approfondimento, propedeutiche alla seduta del consiglio comunale chiamato a discutere e votare il documento.

Il passaggio segna una nuova fase di un percorso avviato formalmente alla fine del 2023, quando il consiglio comunale aveva approvato le linee guida del futuro Piano regolatore con il voto favorevole della maggioranza e l’astensione delle opposizioni. Da quelle indicazioni sono nate le analisi illustrate nelle commissioni tra la fine del 2024 e il 2025 e, successivamente, le strategie che ora vengono sottoposte ai consiglieri.

Il lavoro è stato affidato all’Ufficio di Piano interno al Comune, coordinato dal dirigente del settore Sviluppo del territorio, l’architetto Mario Mariani. Una scelta rivendicata dall’amministrazione, che fin dall’inizio ha presentato il nuovo Prg come uno degli obiettivi qualificanti del mandato: uno strumento digitale, costruito attraverso il confronto con il consiglio comunale e con le realtà sociali ed economiche della città.

Le strategie sono articolate su più livelli e dovranno tradurre le analisi raccolte in scelte urbanistiche concrete: sul fronte ambientale si parlerà, tra gli altri temi, di gestione del verde urbano e strumenti specifici di pianificazione; il livello residenziale dovrà confrontarsi con le trasformazioni demografiche, il fabbisogno abitativo e la rigenerazione delle aree già costruite; quello infrastrutturale riguarderà mobilità, collegamenti e accessibilità.

Alla base del nuovo Piano c’è anche una fotografia della città molto diversa da quella sulla quale era stato costruito lo strumento vigente. Le precedenti previsioni immaginavano una Novara da 130-140 mila abitanti, mentre oggi la popolazione si mantiene poco sopra quota 100 mila. Nelle elaborazioni più recenti dell’Ufficio di Piano, la prospettiva è stata ridimensionata intorno ai 110 mila abitanti. Cambiano però anche le esigenze: meno espansione indiscriminata, maggiore attenzione alla rigenerazione urbana, al consumo di suolo, all’ambiente, alla mobilità e a un’offerta abitativa capace di rispondere a nuclei familiari sempre più piccoli e a nuove forme di fragilità economica.

Non si tratta soltanto di un adempimento tecnico. Novara ha bisogno da anni di uno strumento aggiornato e, in assenza di una revisione generale, lo sviluppo della città è stato accompagnato da una lunga serie di varianti puntuali, spesso al centro del confronto politico soprattutto sul tema della logistica e del consumo di suolo.

Ora, però, il margine si restringe. Nella primavera del 2027 Novara tornerà alle urne e per l’amministrazione Canelli il nuovo Piano regolatore rappresenta anche un risultato da poter rivendicare alla conclusione del secondo mandato. Non è scontato che l’intero e complesso iter urbanistico possa essere concluso entro le elezioni, ma il passaggio in consiglio comunale assumerebbe comunque un peso politico evidente.

Le tre commissioni di settembre saranno quindi soltanto l’inizio di una corsa che dovrà procedere spedita, senza comprimere il confronto su un documento destinato a incidere sulla città per i prossimi decenni. Dopo anni di annunci, analisi e approfondimenti, il nuovo Prg entra nella fase in cui le strategie devono diventare scelte. E questa volta, insieme alle necessità urbanistiche, a dettare il ritmo sarà anche il calendario elettorale.

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Immagine di Cecilia Colli

Cecilia Colli

Novarese, giornalista professionista, ha lavorato per settimanali e tv. A La Voce di Novara ha il ruolo di direttore