Cinquantatré Comuni novaresi agli Stati generali dei territori MAB UNESCO

Sono 53 i Comuni della provincia di Novara coinvolti negli Stati generali dei territori MAB UNESCO del Piemonte, in programma sabato 12 settembre, dalle 9, al Regina Palace Hotel di Stresa. L’appuntamento servirà ad avviare la costruzione di una strategia comune per trasformare il riconoscimento internazionale in progetti concreti per l’ambiente, l’agricoltura, il turismo, la cultura e l’economia locale.

La sigla MAB significa “Man and the Biosphere”, cioè “L’Uomo e la Biosfera”. È il programma dell’UNESCO che riconosce i territori nei quali la tutela della natura deve convivere con le attività delle comunità: non aree da rendere interamente intoccabili, dunque, ma luoghi nei quali sperimentare un equilibrio sostenibile tra biodiversità, agricoltura, turismo, imprese e insediamenti umani.

Nel Novarese fanno parte della Riserva Ticino Val Grande Verbano 53 degli 87 Comuni della provincia: Agrate Conturbia, Ameno, Armeno, Arona, Bellinzago Novarese, Boca, Bogogno, Bolzano Novarese, Borgo Ticino, Borgomanero, Briga Novarese, Briona, Cameri, Castelletto Sopra Ticino, Cavaglietto, Cavaglio d’Agogna, Cavallirio, Cerano, Comignago, Cressa, Cureggio, Divignano, Dormelletto, Fara Novarese, Fontaneto d’Agogna, Galliate, Gargallo, Gattico-Veruno, Ghemme, Gozzano, Grignasco, Invorio, Lesa, Maggiora, Marano Ticino, Massino Visconti, Meina, Mezzomerico, Miasino, Momo, Oleggio, Oleggio Castello, Orta San Giulio, Pettenasco, Pombia, Prato Sesia, Romagnano Sesia, Romentino, Sizzano, Suno, Trecate, Vaprio d’Agogna e Varallo Pombia. Non ne fa parte, invece, il Comune di Novara.

La Riserva Ticino Val Grande Verbano è una delle tre presenti in Piemonte, insieme a CollinaPo e Monviso. Nel complesso, le tre aree coprono circa 740 mila ettari, equivalenti a quasi il 30% della superficie regionale, e coinvolgono oltre 250 Comuni piemontesi, che diventano circa 300 considerando anche quelli lombardi.

Si tratta di un sistema che supera i confini amministrativi: il Ticino Val Grande Verbano si estende tra Piemonte e Lombardia, mentre il Monviso collega l’Italia alla Francia. CollinaPo rappresenta invece l’unica Riserva della Biosfera urbana italiana e comprende Torino e altri 85 Comuni della sua area metropolitana, mettendo insieme il sistema fluviale del Po, la collina e un territorio fortemente urbanizzato.

A livello mondiale, la rete MAB UNESCO comprende 797 Riserve distribuite in 145 Paesi, per una superficie complessiva di 7,5 milioni di chilometri quadrati, superiore al 5% delle terre emerse. In Italia le Riserve riconosciute sono 21, tre delle quali si trovano in Piemonte.

Gli Stati generali sono promossi dall’assessorato alla Cultura della Regione Piemonte, con il supporto operativo della Fondazione Agrion e la collaborazione delle tre Riserve. La partecipazione è aperta a tutti, ma l’invito è rivolto soprattutto agli amministratori locali, insieme alle associazioni ambientaliste, alle organizzazioni economiche e sociali, alle imprese e al mondo della cultura e della ricerca.

L’obiettivo è raccogliere proposte e indicazioni direttamente dai territori per stabilire le priorità dei prossimi anni e orientare le future politiche regionali. In sostanza, la Regione vuole fare in modo che il riconoscimento UNESCO non rimanga soltanto un titolo prestigioso, ma diventi uno strumento per programmare interventi, attrarre risorse e creare opportunità per chi vive e lavora in queste aree.

«Il Piemonte può contare su un patrimonio MAB UNESCO straordinario, che interessa quasi il 30% del territorio regionale – ha affermato durante la presentazione dell’evento l’assessora regionale alla Cultura Marina Chiarelli –. Un patrimonio che vogliamo trasformare sempre di più in opportunità concrete, mettendo in relazione cultura, paesaggio, biodiversità, agricoltura, turismo ed economia».

L’ambizione della Regione è fare del Piemonte un laboratorio nazionale della sostenibilità territoriale, mettendo in rete realtà differenti e utilizzando la cultura come collegamento tra identità, memoria, sviluppo e capacità di attrarre nuovi progetti.

«Il riconoscimento MAB UNESCO assume pienamente valore quando diventa parte della vita e delle prospettive delle comunità che abitano questi territori – ha sottolineato l’assessore regionale alle Aree UNESCO Marco Gallo –. Il nostro compito è rafforzare la collaborazione e tradurre il valore del riconoscimento in scelte concrete, capaci di tenere insieme tutela della biodiversità, qualità del paesaggio, sviluppo locale e nuove opportunità».

Una parte centrale della giornata sarà dedicata ad approfondimenti e tavoli di lavoro articolati attorno a tre direttrici. La prima, “Conoscere per decidere”, riguarda la raccolta di dati, l’individuazione di indicatori e il monitoraggio dei territori, per offrire agli amministratori strumenti sui quali basare le proprie scelte.

La seconda punta a proteggere e valorizzare le caratteristiche che hanno reso possibile il riconoscimento UNESCO: biodiversità, paesaggio, cultura, tradizioni, agricoltura e produzioni locali. La terza è dedicata alla creazione di nuove opportunità di sviluppo attraverso il turismo sostenibile, le imprese, l’economia locale e il coinvolgimento dei giovani.

«Essere MAB UNESCO significa assumersi una responsabilità verso il futuro – ha osservato il presidente della Fondazione Agrion, Giacomo Ballari –. Il riconoscimento non può essere un punto di arrivo. Dobbiamo conoscere e misurare i territori, individuarne punti di forza e criticità, definire le priorità, pianificare gli interventi e monitorarne i risultati».

Per il territorio novarese sarà direttamente interessata la Riserva Ticino Val Grande Verbano, la cui parte piemontese ha sede a Villa Picchetta, a Cameri. La sua organizzazione riflette la natura interregionale dell’area: il presidente rappresenta la Lombardia e il vicepresidente il Piemonte.

«Essere una MAB UNESCO significa molto più che custodire un patrimonio naturale straordinario – ha spiega il sindaco di Borgo Ticino e vicepresidente della Riserva Alessandro Marchese –. Significa costruire un modello nel quale ambiente, cultura, agricoltura, turismo, attività economiche e comunità locali possano crescere insieme».

Secondo Marchese, il principale valore degli Stati generali sarà la possibilità di mettere in rete esperienze e buone pratiche sviluppate in territori differenti. Il riconoscimento UNESCO, in questa prospettiva, non rappresenta il traguardo finale, ma uno strumento per programmare il futuro.

Il confronto non dovrebbe esaurirsi nella giornata del 12 settembre. Le priorità individuate durante i tavoli dovranno costituire la base per proseguire il lavoro tra Regione, Comuni e Riserve della Biosfera, definendo linee di intervento e strategie condivise.

A completare il programma saranno una visita ai Giardini botanici di Villa Taranto e una navigazione sul Lago Maggiore a bordo dello storico Piroscafo Piemonte. Il filo conduttore sarà “Il paesaggio come patrimonio culturale, ambientale ed economico”, per mostrare come natura, storia, cultura e attività umane costituiscano parti dello stesso patrimonio.

L’obiettivo dichiarato è passare dal riconoscimento alla strategia e dalla strategia agli interventi: proteggere ciò che ha consentito a questi territori di entrare nella rete UNESCO e, nello stesso tempo, trasformare quel valore in occasioni concrete di sviluppo e di miglioramento della qualità della vita.

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Immagine di Cecilia Colli

Cecilia Colli

Novarese, giornalista professionista, ha lavorato per settimanali e tv. A La Voce di Novara ha il ruolo di direttore