A due settimane dalla mancata riapertura di Alchemiae, la Fondazione Teatro Coccia non ha ancora ricevuto alcuna comunicazione ufficiale. Il ristorante resta chiuso e sul futuro degli spazi sotto i portici di piazza Martiri non ci sono, al momento, indicazioni certe.
«Abbiamo appreso della chiusura dai giornali – afferma il presidente della Fondazione Teatro Coccia, Fabio Ravanelli –. Per noi, non essendoci stata alcuna comunicazione ufficiale, formalmente non lo è ancora, ma a questo punto possiamo considerarla tale. Parafrasando García Márquez, mi viene da dire che è stata la “Cronaca di una morte annunciata”, o meglio di una “chiusura annunciata”».
Una storia che, peraltro, sembra ripetersi. Alchemiae, guidato da Luca Mendozza, aveva chiuso alla fine di luglio per ferie e avrebbe dovuto riaprire l’11 agosto, ma le serrande sono rimaste abbassate. Era accaduto lo stesso all’inizio del 2024 con Antonino Cannavacciuolo: anche allora il ristorante aveva chiuso per ferie senza più riprendere l’attività.
Con una differenza sostanziale: il contratto con la Fondazione è rimasto intestato proprio a Cannavacciuolo, che ha continuato a fare da tramite tra il teatro e Mendozza. È quindi dallo chef più famoso d’Italia che la Fondazione attende ora una proposta sul futuro del locale.
«La situazione è nelle mani di Cannavacciuolo – prosegue Ravanelli –. Ci aspettiamo che al più presto arrivi con una soluzione concreta».
A preoccupare il teatro, però, non è soltanto l’aspetto contrattuale, ma anche la presenza di uno spazio vuoto in un punto strategico del centro cittadino. Il ristorante era stato pensato come un servizio legato alla vita del Coccia, capace di accogliere il pubblico prima e dopo gli spettacoli e di contribuire ad animare i portici.
«Non possiamo permetterci di restare ancora con il ristorante chiuso – sottolinea il presidente –. È un disservizio e rappresenta anche una pessima vetrina per noi. In previsione dell’apertura pedonale di piazza Martiri, poi, non riesco a immaginare quell’angolo vuoto».
La Fondazione resta dunque in attesa di un passo formale da parte della società di Cannavacciuolo. «Attendiamo fiduciosi», conclude Ravanelli. Dopo due chiusure avvenute secondo lo stesso copione, però, il teatro chiede che si arrivi in tempi rapidi a una soluzione concreta.








