Si chiude il sipario su una delle scommesse più ambiziose degli ultimi anni nel cuore di Novara. Il ristorante “Alchemiae” guidato da Luca Mendozza all’interno del Teatro Coccia ha cessato la propria attività, lasciando vuoto uno dei salotti culinari e culturali più suggestivi del capoluogo. Nelle scorse settimane il locale è stato ufficialmente chiuso per ferie e avrebbe dovuto riaprire l’11 agosto. Invece, come già si vociferava in città, le serrande sono rimaste abbassate.
Una chiusura che arriva come un fulmine a ciel sereno per la clientela cittadina, ma che apre le porte a una nuova avventura internazionale per il titolare.
La nuova sfida in Costa Azzurra: destinazione Cannes
Stando informazioni trapelate a fine luglio, il passo indietro novarese sarebbe un addio alla ristorazione, bensì una svolta di respiro transalpino. Mendozza è infatti pronto a trasferirsi in Francia, per la precisione a Cannes, per inaugurare un nuovo ristorante nel cuore della Costa Azzurra, portando con sé l’esperienza maturata nel mondo dell’alta cucina e dell’accoglienza.
Da parte integrante del Teatro al grande salto internazionale
L’apertura negli spazi storici del Coccia era stata accompagnata da grandi aspettative e da una filosofia ben precisa, raccontata dallo stesso Mendozza al momento dell’avvio della sfida. L’obiettivo dichiarato era quello di non essere un semplice punto di ristoro adiacente alle sale, ma di diventare una parte integrante della vita del teatro, creando una sinergia naturale tra cultura, spettacolo ed eccellenza enogastronomica.
Un legame che si era tradotto nella volontà di accogliere il pubblico prima e dopo le rappresentazioni, animando le serate novaresi in una cornice unica. Ora quella visione si sposta sulla scena internazionale di Cannes, mentre a Novara si apre inevitabilmente il tema del futuro degli spazi di ristorazione all’interno della Fondazione Teatro Coccia, pronti ad attendere un nuovo gestore capace di raccogliere il testimone.
Come ha ricordato in diverse occasioni il presidente della Fondazione Coccia, Fabio Ravanelli, il rapporto contrattuale non è mai stato direttamente con Mendozza, ma è rimasto in capo al «vecchio» gestore Antonino Cannavacciuolo, che aveva lasciato i portici di piazza Martiri all’inizio del 2024, più o meno con le stesse modalità.
Resta ora da capire come la Fondazione intenderà gestire una situazione contrattuale; una partita che torna inevitabilmente sul tavolo dopo un’altra uscita di scena improvvisa e che lascia ancora una volta vuoto uno spazio strategico nel cuore della città.








