Novara, bilancio partecipativo: 100 mila euro per i quartieri di Novara ma 7 portavoce su 10 non presentano progetti

C’erano 100 mila euro a disposizione per il bilancio partecipativo e la possibilità di proporre interventi per i quartieri. Le risorse stanziate dal comune di Novara servono, infatti, a finanziare progetti avanzati dalla città, sottoposti prima a una verifica di fattibilità e dei costi. Alla commissione consiliare di questa mattina, però, è emerso che le proposte arrivate sono appena quattro: tre dai portavoce di Pernate, Vignale e Sant’Agabio, una da Azione. Il bando era aperto anche ad associazioni, partiti e altri soggetti.

Sette portavoce su dieci non hanno presentato alcun progetto. È il dato che accompagna l’esame delle proposte: i rappresentanti dei quartieri, eletti a novembre dello scorso anno per raccogliere le esigenze dei residenti e fare da tramite con l’ente pubblico, avevano a disposizione uno strumento per chiedere interventi finanziati con risorse già stanziate. A utilizzarlo, invece, sono stati soltanto tre. Dagli altri quartieri non sono arrivati progetti, nonostante il Comune fosse disposto ad accoglierli anche oltre la scadenza iniziale.

L’assessora al Bilancio Silvana Moscatelli (in foto) ha spiegato che il Comune aveva informato i portavoce a luglio, fissando al 31 agosto il termine per la presentazione dei progetti. Essendo la prima edizione, l’amministrazione si era detta disponibile ad accettare anche proposte successive. Quella di Sant’Agabio, per esempio, è arrivata con qualche ritardo alla casella di posta elettronica del sindaco. La flessibilità sulla scadenza rende ancora più difficile attribuire le sette assenze soltanto ai tempi del bando.

Pernate propone un’area fitness all’aperto nel parco della Mora. Il portavoce Luca Brustia chiede l’installazione di quattro attrezzature, per una spesa stimata tra i 7 e gli 8 mila euro senza pavimentazione antitrauma, o tra i 10 e gli 11 mila euro prevedendola. La collocazione delle strutture dovrà essere valutata dagli uffici.

A Vignale la proposta riguarda il parco di via Fratelli Berto: sistemazione dei camminamenti e delle aree attrezzate, nuove panchine e cestini, rinnovo della pavimentazione antitrauma e delle reti degli impianti sportivi esistenti. Il computo allegato indica circa 28.500 euro; Moscatelli, durante la commissione, ha parlato di un intervento nell’ordine dei 35 mila euro, da definire con le verifiche tecniche.

La consulta di Sant’Agabio chiede di riqualificare piazza Monsignor Brustia e i percorsi pedonali nei pressi della chiesa e della scuola Rigutini. Il progetto prevede il rifacimento delle aiuole, la sostituzione di due panchine, portabiciclette, cestini, dissuasori contro la sosta non autorizzata e interventi sull’illuminazione. La spesa indicata è di 18 mila euro, una stima che secondo Moscatelli potrebbe essere troppo bassa.

La quarta proposta è di Azione. Il progetto Novara Next Generation, del costo stimato di 16 mila euro, prevede percorsi di educazione economica e imprenditoriale negli istituti Mossotti, Omar, Fauser e Ravizza, con il coinvolgimento della Camera di commercio e delle imprese del territorio. La sua realizzazione da parte del Comune è ancora incerta: Moscatelli ha riferito che gli uffici stanno verificando le collaborazioni necessarie e le modalità di un eventuale affidamento esterno. Il capogruppo del Pd Nicola Fonzo ha espresso dubbi anche sul contenuto, osservando che le scuole svolgono già attività simili.

I progetti dei quartieri, pur con le stime ancora da verificare, rientrerebbero ampiamente nei 100 mila euro disponibili. In commissione si è discusso quindi dell’utilità di procedere alla consultazione pubblica prevista dal regolamento per scegliere tra le proposte. Milù Allegra del Pd e Mario Iacopino capogruppo del Movimento 5 Stelle si sono detti favorevoli a evitare il voto, visto il numero ridotto di progetti. Fonzo ha suggerito di conservare per il prossimo anno le eventuali somme non spese. Il consigliere Arduino Pasquini della Lega ha auspicato una partecipazione maggiore nelle prossime edizioni, precisando che i progetti dovranno essere approvati per il loro valore e non solo perché rientrano nel budget.

Per i tre quartieri che hanno risposto, il bilancio partecipativo può tradursi in un intervento concreto. Per gli altri sette, l’occasione è passata senza che i portavoce indicassero una priorità. Un’assenza difficile da liquidare come scarsa partecipazione dei cittadini: i portavoce hanno chiesto e ottenuto un mandato proprio per rappresentarli. Ma quando si è aperta la possibilità di trasformare le esigenze del quartiere in una richiesta finanziabile, la maggioranza di loro non l’ha utilizzata.

© 2026 La Voce di Novara
Riproduzione Riservata

Immagine di Cecilia Colli

Cecilia Colli

Novarese, giornalista professionista, ha lavorato per settimanali e tv. A La Voce di Novara ha il ruolo di direttore