È stato presentato oggi alla Fondazione Novara Sviluppo SWIT-DREAMS, il progetto di ricerca italo-svizzero che punta a usare l’intelligenza artificiale per sviluppare anticorpi e nuove molecole di interesse terapeutico. Al primo incontro operativo hanno partecipato i rappresentanti dei quattro partner e i responsabili del programma Interreg Italia-Svizzera, che finanzia l’iniziativa.
Il progetto nasce per collegare competenze oggi distribuite tra università e imprese dei due Paesi. I ricercatori lavoreranno in particolare sui nanoanticorpi, molecole che possono riconoscere bersagli specifici, e sui coniugati anticorpo-farmaco: composti nei quali un anticorpo è legato a un principio attivo. L’obiettivo, ancora di lungo periodo, è arrivare a prodotti terapeutici di possibile interesse clinico.
Il consorzio è composto dall’Università del Piemonte Orientale, capofila italiano, dall’azienda Choose Life Biotech di Bellinzona, capofila svizzero, dall’Università di Milano e dal Consorzio Ibis di Novara. Partecipa come organizzazione associata anche IXTAL, spin-off accademica dell’Upo.
Per l’Upo, il gruppo del professor Davide Ferraris studierà le caratteristiche biochimiche, funzionali e strutturali degli anticorpi e dei nanoanticorpi. Il gruppo di chimica medicinale guidato dalla professoressa Tracey Pirali si occuperà dello sviluppo dei coniugati anticorpo-farmaco. Choose Life Biotech, con il fondatore Luca Varani, lavorerà alla selezione dei nanoanticorpi; il gruppo del professor Alessandro Contini dell’Università di Milano applicherà l’intelligenza artificiale alla loro progettazione e ottimizzazione. Al Consorzio Ibis, presieduto dal professor Luigi Panza e diretto da Barbara Tosi, sono affidate la comunicazione dei risultati e la supervisione attraverso il comitato tecnico scientifico.
Il finanziamento complessivo è di 1,37 milioni di euro nell’ambito del programma Interreg Italia-Svizzera 2021-2027. Il lavoro durerà 30 mesi: dalla selezione dei primi nanoanticorpi candidati si passerà allo studio delle loro proprietà, all’ottimizzazione con l’intelligenza artificiale e infine alla sintesi chimica e alla bioconiugazione, il processo che lega l’anticorpo al principio attivo. L’ambizione dei partner è costruire una filiera di ricerca condivisa nell’area transfrontaliera, capace di accompagnare lo sviluppo delle molecole dalle prime fasi di laboratorio verso possibili applicazioni terapeutiche.








