VIDEO – Papa Leone al Meeting di Rimini, una folta delegazione novarese nell’abbraccio al pontefice

Festa, entusiasmo e commozione hanno accompagnato lo storico incontro di Papa Leone XIV con il popolo del Meeting di Rimini. E nell’abbraccio che sabato ha accolto il Pontefice c’era anche una folta delegazione di novaresi, da anni legati alla manifestazione giunta alla sua 47ª edizione.

La tappa al Meeting si è inserita nella visita del Papa iniziata a San Marino e conclusa con la messa al porto di Rimini. Nei padiglioni della fiera Leone XIV ha attraversato l’intera struttura, incontrando volontari e partecipanti e visitando due mostre: una dedicata a Sant’Agostino, l’altra a un imprenditore francese la cui esperienza contribuì a ispirare la Rerum Novarum di Leone XIII.

Ad accompagnare il percorso, gli applausi e i cori di migliaia di presenti. Momenti particolarmente intensi quando il Papa si è fermato davanti a uno stand, chiamando a raccolta le persone per una foto di gruppo, e quando ha voluto scendere dalla piccola vettura utilizzata per gli spostamenti più lunghi per raggiungere e abbracciare alcune persone con disabilità.

Un clima di affetto che ha coinvolto anche lo stesso Leone XIV. Prima del discorso ufficiale il Pontefice ha infatti voluto parlare a braccio: «Grazie per questa accoglienza e questo entusiasmo che è segno dello Spirito. Ma gli applausi più forti devono essere per Gesù». Poi il riferimento alla mostra appena visitata: «Ho appena visto la mostra su Sant’Agostino, che parla dell’amore: questa è la forza che può veramente cambiare il mondo».

Proprio amore, pace e incontro tra le persone sono stati al centro del messaggio lasciato dal Papa al Meeting. Leone XIV è partito dal sottotitolo della manifestazione, Amicizia fra i popoli, per ricordare che «oggi la pace è custodita da persone che amano incontrarsi. Possiamo immedesimarci uno nell’altro, tra persone e quindi anche tra popoli. Prima di confini, definizioni e istituzioni ci sono sempre le persone».

Da qui il richiamo a una cultura cristiana capace di contrapporsi alla logica dello scontro: «Al falso realismo, che riarma le menti, le parole e le nazioni, la cultura cattolica ha oggi da opporre il realismo della misericordia, per il quale non possono esistere nemici». Un amore che, ha aggiunto il Pontefice, deve spingere «a purificarci da tutto ciò che la cultura della potenza ha inquinato».

Parole che si sono trasformate in un appello molto concreto: «Liberiamo la cultura dalla prepotenza, il lavoro dall’idolatria del profitto, la tecnologia e la finanza dai business della morte; smascheriamo i rapporti di potere ingiusti, alla radice di povertà e diseguaglianze, della guerra e dei disastri ambientali».

Leone XIV ha quindi richiamato la responsabilità dei cristiani, chiamati a essere «pionieri coraggiosi, capaci di riaccendere sogni e visioni», e ha rivolto un invito particolare al mondo di Comunione e Liberazione, indicando nell’unità e nel servizio alla Chiesa la strada da percorrere e richiamando più volte l’esempio del fondatore don Luigi Giussani.

Infine lo sguardo ai giovani, protagonisti da sempre del Meeting e numerosi anche nella delegazione arrivata dal Novarese. A loro il Papa ha consegnato forse una delle frasi più forti della giornata: «Siete segno che il futuro è una promessa, non una minaccia!».

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Immagine di Antonio Maio

Antonio Maio

Nato a Lecco il 26 febbraio 1957, vive a Novara dal 1966. Giornalista dal 1986 ha svolto la professione quasi esclusivamente ai settimanali della Diocesi di Novara fino a diventarne direttore.