Anche il comune di Romagnano Sesia si è attivato per chiedere il riconoscimento dello stato di calamità naturale a tutela del comparto agricolo, prima per la siccità che da mesi sta mettendo in difficoltà le coltivazioni e successivamente per i danni provocati dal maltempo che ha colpito la zona.
Sul fronte della carenza idrica, l’amministrazione guidata dal sindaco Alessandro Carini si è mossa il 7 agosto, su indicazione di Coldiretti, con la delibera di giunta con cui è stata formalizzata la richiesta alla Regione Piemonte di attivare la procedura per il riconoscimento dello stato di calamità naturale. Un’iniziativa che ha quindi preceduto quella adottata il 13 agosto dal comune di Trecate e si inserisce nella mobilitazione che nelle ultime settimane sta coinvolgendo numerose amministrazioni del Novarese.
Nel provvedimento il Comune descrive una situazione di forte criticità determinata dalla prolungata assenza di precipitazioni e dalle temperature eccezionalmente elevate. Condizioni che, secondo l’amministrazione, hanno assunto carattere straordinario per intensità e durata e stanno provocando pesanti ripercussioni sull’agricoltura locale.
La carenza d’acqua ha infatti ridotto le riserve disponibili per l’irrigazione e sta mettendo in difficoltà le coltivazioni, con particolare attenzione alle produzioni risicole e vitivinicole, considerate un patrimonio economico, sociale e identitario del territorio. Il rischio evidenziato dal Comune riguarda non soltanto le perdite produttive, ma anche la stabilità economica delle aziende agricole, l’occupazione nel settore e la salvaguardia del paesaggio rurale.
Con la delibera Romagnano ha dunque chiesto alla Regione Piemonte di attivare le procedure per il riconoscimento dello stato di calamità e, contestualmente, a Regione e Governo di mettere in campo interventi straordinari e risorse finanziarie a sostegno delle aziende agricole colpite, con particolare riguardo ai settori risicolo e vitivinicolo.
Gli uffici comunali sono stati inoltre incaricati di raccogliere ed elaborare le segnalazioni dei danni subiti dalle aziende, necessarie per consentirne la perimetrazione e la rendicontazione, e di mantenere un confronto con Regione, Governo e associazioni di categoria.
Ma per Romagnano l’emergenza agricola non si è fermata alla siccità. Pochi giorni dopo è arrivata la violenta ondata di maltempo che ha interessato una parte dell’Alto Novarese. Come comunica il sindaco Carini, il 10 agosto il Comune ha adottato una seconda delibera per chiedere l’attivazione della calamità naturale in seguito ai danni provocati dagli eventi atmosferici nell’area di Romagnano, Sizzano, Fara e Briona.
Due provvedimenti nel giro di pochi giorni, dunque, per far fronte a un’estate particolarmente difficile per il comparto agricolo: prima la prolungata siccità e le temperature elevate, poi il maltempo che ha ulteriormente aggravato la situazione in diverse zone del territorio.








