Telefono Amico cerca nuovi volontari: nel 2025 oltre sette mila chiamate

Settemila telefonate a cui è stato possibile rispondere in un anno, per oltre 2.100 ore di ascolto. Ma dietro a questi numeri ce n’è un altro che racconta ancora meglio la dimensione del bisogno: le chiamate prese in carico rappresentano appena un terzo di quelle effettivamente ricevute. È anche da questa necessità che nasce “Seminiamo Ascolto”, il nuovo progetto di Telefono Amico Novara ODV sostenuto dalla Fondazione Comunità Novarese attraverso il bando “Scintille di Comunità”.

L’obiettivo è rafforzare un servizio attivo a Novara da oltre quarant’anni, ma soprattutto allargare la squadra dei volontari per riuscire a intercettare una domanda di ascolto che continua a crescere. Telefono Amico Novara, nato nel 1984 e tra i fondatori della rete nazionale CEVITA, conta oggi una trentina di volontari e offre un servizio gratuito e anonimo, fondato sul non giudizio e sull’ascolto empatico. Accanto al telefono, negli anni si sono aggiunti anche chat e messaggi attraverso i canali digitali.

«Chi chiama si trova in un momento di emergenza emotiva: c’è qualcosa di cui vuole parlare, ma non sa con chi farlo, a volte perché è solo, altre perché teme il giudizio o perché non vuole preoccupare i suoi cari», spiega la presidente di Telefono Amico Novara Marina Bettaglio. Nel 2025 le risposte sono state circa 7mila, «e sono solo un terzo di quelle che effettivamente riceviamo, a dimostrazione di quanta necessità di ascolto ci sia». Da qui la necessità di trovare nuove persone disponibili a mettersi al servizio degli altri: «Condividere le emozioni non cambia la realtà ma aiuta ad affrontarla».

Il 17 ottobre l’incontro con Lucilla Giagnoni

Il primo passo di “Seminiamo Ascolto” sarà dunque una campagna per il reclutamento di nuovi volontari, che avrà uno dei suoi momenti centrali sabato 17 ottobre alle 10.30 nella Sala Conferenze del Fai Novara, in via Gaudenzio Ferrari 20. All’incontro parteciperà anche l’attrice Lucilla Giagnoni e sarà presentato il nuovo corso per volontari, in partenza a novembre.

Il percorso formativo sarà dedicato all’ascolto attivo, alla relazione d’aiuto e alla gestione delle situazioni di disagio. Non si tratta, però, soltanto di reclutare nuove persone. Il progetto prevede anche un’attività di formazione permanente per i volontari già in servizio, con incontri e approfondimenti pensati per mantenere elevata la qualità dell’ascolto, sostenere chi presta servizio e prevenire il burnout.

“Seminiamo Ascolto” nasce infatti in un contesto in cui solitudine, isolamento e difficoltà relazionali rappresentano una parte sempre più consistente delle richieste intercettate dall’associazione. L’intenzione è quindi non soltanto garantire continuità al servizio, ma diffondere sul territorio una vera e propria cultura dell’ascolto.

«Abbiamo scelto di sostenere questo progetto perché affronta uno dei bisogni più profondi e spesso invisibili del nostro tempo: la necessità di essere ascoltati», sottolinea il presidente della Fondazione Comunità Novarese Davide Maggi. «In una società sempre più connessa ma non sempre capace di generare relazioni autentiche, l’ascolto rappresenta un bene prezioso». Per la Fondazione, aggiunge Maggi, sostenere il percorso significa contribuire alla costruzione di «una comunità più accogliente, solidale e capace di non lasciare sole le persone nei momenti di maggiore fragilità».

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