La circolazione del West Nile virus continua a crescere nel Novarese. Sono saliti a 18 i casi di infezione registrati dall’Asl Novara, facendo della provincia il territorio piemontese maggiormente interessato dal virus in questa estate segnata, oltre che dalla siccità e dalle temperature elevate, anche da una presenza particolarmente significativa della zanzara vettore.
Tra le ultime persone risultate positive ci sono una donna residente a Vignale, un uomo di 78 anni domiciliato a Bogogno e una donna di Cameri di 80 anni. Il quadro viene costantemente aggiornato dal Servizio di Igiene e Sanità pubblica dell’Asl Novara, diretto da Edoardo Moia.
Non tutti i 18 casi vanno però considerati automaticamente forme neuroinvasive. L’ultimo bollettino dell’Istituto superiore di sanità che permette di distinguere le diverse manifestazioni della malattia, pubblicato il 13 agosto con dati aggiornati al giorno precedente, attribuiva infatti alla provincia di Novara 13 casi confermati: 10 forme neuroinvasive e tre casi di febbre West Nile. Le segnalazioni successive hanno portato il totale provinciale a 18, ma per queste ultime non è ancora disponibile nella sorveglianza nazionale la classificazione clinica aggiornata.
Le forme neuroinvasive rappresentano la manifestazione più grave dell’infezione e possono provocare febbre alta, forte cefalea, disorientamento, perdita dell’equilibrio, tremori, disturbi neurologici e, nei casi più seri, conseguenze potenzialmente letali. La maggior parte delle persone che entra in contatto con il virus, invece, non sviluppa sintomi oppure presenta disturbi lievi.
Il Novarese resta così il territorio con il maggior numero di segnalazioni in Piemonte. Secondo gli ultimi dati regionali disponibili, i casi complessivi sono 41: 18 nel Novarese, 10 nel Torinese e 9 nell’Alessandrino. Cuneese e Verbano Cusio Ossola non hanno finora registrato casi umani, anche se la circolazione del virus è stata rilevata attraverso la sorveglianza veterinaria.
A confermare quanto la stagione 2026 sia caratterizzata da una forte circolazione del virus sono anche i numeri nazionali. Il bollettino dell’Istituto superiore di sanità aggiornato al 12 agosto censiva 226 infezioni confermate in Italia, contro le 141 della settimana precedente: 102 forme neuroinvasive, 86 casi di febbre e 38 positività individuate in donatori di sangue asintomatici. Il virus risultava presente in 55 province di 16 regioni.
Nel Novarese sono stati registrati anche due decessi, entrambi nel capoluogo. Alla fine di luglio era morto Giuseppe Conte, 80 anni; nei primi giorni di agosto il secondo decesso, quello di Antonio Cerrutti, 87 anni.
Un positivo scoperto grazie ai controlli sulle donazioni
La sorveglianza non riguarda soltanto chi sviluppa sintomi. A Fontaneto d’Agogna è stato infatti individuato un donatore di sangue positivo al West Nile ma completamente asintomatico.
Il caso è emerso grazie ai controlli introdotti sulla raccolta del sangue. Dallo scorso 3 luglio la Struttura regionale di coordinamento per le attività trasfusionali del Piemonte ha attivato il Nat, Nucleic acid test, che permette di individuare la presenza del virus anche nelle persone che non manifestano alcun disturbo e di escludere dalla trasfusione le unità di sangue risultate positive.
È un sistema di controllo particolarmente importante perché la grande maggioranza delle infezioni da West Nile non provoca sintomi. Circa il 20% delle persone infette manifesta disturbi lievi come febbre, mal di testa, nausea, vomito, linfonodi ingrossati o eruzioni cutanee. Le forme più severe interessano invece una quota molto ridotta dei contagiati e colpiscono soprattutto anziani e persone fragili.
Sorveglianza e lotta alle zanzare
Parallelamente alla sorveglianza sanitaria proseguono gli interventi contro la proliferazione delle zanzare. Il Seremi, il Servizio regionale di riferimento per la sorveglianza, la prevenzione e il controllo delle malattie infettive, segnala che da maggio Ipla ha effettuato 60 interventi di prevenzione e controllo sul territorio piemontese.
La Regione finanzia ogni anno con circa 2,5 milioni di euro il programma regionale di lotta alle zanzare affidato a Ipla, al quale aderiscono oltre 200 Comuni. La rete di sorveglianza comprende circa 180 trappole per le zanzare adulte e 1.300 ovitrappole, alle quali si aggiungono i controlli veterinari.
Per i cittadini restano valide le indicazioni per ridurre le occasioni di proliferazione: eliminare ristagni d’acqua da sottovasi e recipienti, utilizzare repellenti e zanzariere e proteggere maggiormente la pelle soprattutto nelle ore in cui le zanzare sono più attive.
Con cinque nuove segnalazioni rispetto al quadro nazionale aggiornato al 12 agosto, il Novarese resta dunque sotto stretta osservazione. E con diverse settimane di attività delle zanzare ancora davanti, il bilancio dell’estate 2026 è tutt’altro che definitivo.








