Torna nelle aule di giustizia il caso della “psicosetta delle bestie” di Cerano. Giovedì a Torino si è aperto il processo d’Appello per il gruppo di persone che, sotto la guida di un carismatico “Dottore”, secondo le accuse reclutavano e circuivano ragazze giovani e giovanissime (anche minorenni) per poi, dopo un’opera di manipolazione psicologica, sottoporle ad abusi sessuali.
Lo scorso anno, però, il processo di primo grado celebrato a Novara terminò con 25 fra assoluzioni e proscioglimenti per prescrizione; fu pronunciata una sola condanna a carico di una donna cui furono inflitti 6 anni di carcere per una presunta violenza sessuale di gruppo risalente al 2012. I comportamenti contestati si svolgevano in una villetta nei boschi di Cerano.
A presentare ricorso sono stati la procura di Novara e i difensori delle parti civili, che chiedono di riconsiderare l’aggravante della riduzione in schiavitù, esclusa dalla Corte di Novara, così da allungare il termine di prescrizione. Ha fatto appello anche il difensore dell’unica imputata condannata, una cinquantaduenne all’epoca legata sentimentalmente al capo della presunta setta. Il “Dottore” negò sempre di essere stato alla guida di una comunità: è morto nel 2023 a 79 anni.
Al centro del processo il gruppo scoperto nell’operazione Dioniso della polizia di Stato di Novara, conclusa nel luglio 2020 dopo la denuncia di una giovane oggi trentottenne che era stata nella setta dall’età di 7 fino ai 23 anni, accompagnata da una parente. Una volta uscita aveva seguito un percorso psicologico e, dopo quasi un decennio, e con l’aiuto di un’associazione di Cuneo che aiuta le donne vittime di abusi, nel 2018 aveva deciso di raccontare la sua esperienza alle forze dell’ordine.
Ascoltando poi altre ragazze era stata ricostruita l’attività di una serie di persone per lo più residenti in Lombardia che, secondo l’accusa, reclutavano ragazze (l’adescamento delle ragazze avveniva in negozi, scuole di danza, studi di psicologia a Milano) per avviarle a orge e incontri di sesso, anche estremo e doloroso, incontri che avvenivano nei boschi del Ticino a Cerano, in un cascinale abitato dal Dottore, e in altre case fra Milano e le province di Pavia e Genova.
La Corte d’Appello ha deciso di riascoltare in aula alcune delle vittime, e ha giò fissato altre quattro udienze nel corso del mese di ottobre. La sentenza potrebbe arrivare entro la fine dell’anno.








