Il Premio Cantelli entra oggi nel vivo. All’Auditorium di Milano cominciano le selezioni dei 19 giovani direttori d’orchestra arrivati alla fase finale della 14esima edizione del concorso internazionale intitolato al maestro novarese. Tre giorni di prove, fino al 3 ottobre, per scegliere i quattro finalisti che domenica 4 ottobre saliranno sul palco del Teatro Coccia.
È qui che il Premio tornerà nella città di Guido Cantelli, a settant’anni dalla morte del direttore d’orchestra che Arturo Toscanini aveva indicato come suo erede professionale e la cui carriera fu interrotta a soli 36 anni dall’incidente aereo di Orly del 1956.
Quella che comincia oggi è una delle edizioni più prestigiose del concorso: 200 le candidature arrivate da 42 Paesi, dalle quali sono stati selezionati 19 direttori tra i 24 e i 34 anni, provenienti da dodici nazioni. A riconoscere il valore della manifestazione è stato anche il presidente della Repubblica Sergio Mattarella, che ha destinato alla XIV edizione la Medaglia del Presidente della Repubblica quale premio di rappresentanza.
Numeri e riconoscimenti che confermano la dimensione internazionale raggiunta dal Cantelli. E proprio mentre il concorso continua a crescere fuori dai confini novaresi, resta aperta una questione che lo accompagna ormai da diverse edizioni: il suo rapporto con la città. Perché se Guido Cantelli a Novara non è un nome per soli addetti ai lavori – gli sono intitolati il Conservatorio, una piazza e la sua figura appartiene alla storia culturale cittadina – il concorso che porta il suo nome continua a essere percepito soprattutto come un grande appuntamento specialistico. Prestigioso, capace di richiamare direttori, orchestre, agenti e istituzioni musicali internazionali, ma ancora poco condiviso dalla città al di fuori del Teatro Coccia.
Il tema era emerso anche durante la presentazione milanese della nuova edizione. Alla domanda su come rendere il Premio maggiormente partecipato dai novaresi, la direttrice del Coccia Corinne Baroni aveva rilanciato l’idea di un “Cantelli Off”, chiamando in causa anche le associazioni del territorio per la costruzione di iniziative collaterali. Un’ipotesi che, però, lascia aperta la questione di fondo: perché il Premio diventi davvero un appuntamento della città, il coinvolgimento non può essere affidato soltanto alla disponibilità del territorio a proporre iniziative, ma richiede una progettazione capace di portare il Cantelli fuori dal teatro, costruendo attorno al concorso occasioni di incontro, divulgazione e partecipazione rivolte anche a chi non appartiene al mondo della musica classica.
Una prospettiva che assume un significato ancora maggiore nell’anno del settantesimo anniversario della morte del maestro. Mentre il Premio porta il nome di Novara nel circuito musicale internazionale, resta dunque la sfida di fare il percorso inverso: riportare Cantelli nelle strade e nella vita culturale della sua città, trasformando un concorso internazionale di altissimo livello anche in un patrimonio realmente condiviso dai novaresi.
Diciannove direttori da dodici Paesi
Le eliminatorie e le semifinali, in programma da oggi al 3 ottobre all’Auditorium di Milano Fondazione Cariplo, vedranno i concorrenti dirigere l’Orchestra Sinfonica di Milano, partner del Premio.
I 19 semifinalisti sono Nicolò Azzena, Maria Bazou, Sieva Borzak, Jooyoung Florian Chang, Etienne Ferrer, Giovanni Fanizza, Rémi Geniet, Guro Haugli, Feifan Jiang, Daniel Seonggeun Kim, Henry Kennedy, Yuta Kobayashi, Dongjun Lee, Alexander Mackinder, Mauro Mariani, Alfonso Piacentini, Ondřej Soukup, Arseniy Shkaptsov e Marco Orazio Vallone. Cinque gli italiani in gara.
A valutarli sarà una giuria internazionale presieduta da Donato Renzetti, vincitore della decima edizione del Premio Cantelli nel 1980, e composta da esponenti di alcune delle principali istituzioni musicali internazionali: Roanna Gibson, Didier de Cottignies, Riccardo Frizza, Patrick Fournillier, Cristina Rocca, Corrado Rovaris e Ryuichiro Sonoda.
Alla giuria principale si affiancano quelle della critica e del management, oltre alle giurie legate al territorio: quella della Città, quella degli Amici del Teatro Coccia e la Giuria Giovani-Empatia, composta da tredici ragazzi tra i 13 e i 24 anni.
Domenica la finale al Coccia
Il passaggio decisivo sarà domenica 4 ottobre, quando la competizione si trasferirà da Milano a Novara. I quattro direttori rimasti in gara si confronteranno al Teatro Coccia in un concerto aperto al pubblico.
Il programma comprende l’Ouverture dalla “Norma” di Bellini, il poema sinfonico “Don Juan” di Richard Strauss, la Sinfonia n. 9 “Dal nuovo mondo” di Dvořák e “4 città invisibili” di Andrei Octavian Popescu, partitura vincitrice della Call per compositori promossa nell’ambito del Premio Cantelli.
Nove i riconoscimenti che saranno assegnati durante la serata. Il primo premio vale 12 mila euro, il secondo 8 mila e il terzo 5 mila. A questi si aggiungono i premi della critica, delle agenzie e del management, della Giuria Giovani, della Città, degli Amici del Teatro Coccia e dell’Orchestra.
È una formula che conferma quanto il Cantelli sia diventato un concorso strutturato e riconosciuto nel panorama internazionale della direzione d’orchestra. Del resto è scritto nella sua stessa storia: dalla prima edizione del 1961, il Premio ha intercettato alcuni dei talenti destinati a segnare la musica dei decenni successivi e nel 1967 contribuì a lanciare la carriera di Riccardo Muti.
Sessantacinque anni dopo la nascita del concorso, il Cantelli continua dunque a cercare i direttori d’orchestra di domani. E contemporaneamente una strada per tornare a essere, oltre che un grande Premio internazionale che porta il nome di Novara, anche un appuntamento realmente vissuto dalla città.








