Nel settantesimo anniversario della morte di Guido Cantelli, il concorso internazionale di direzione d’orchestra che porta il nome del Maestro novarese scomparso a soli 36 anni, compie un nuovo salto di qualità. La 14esima edizione del Premio, in programma tra Milano e Novara dal 1° al 4 ottobre, entra infatti nella World Federation of International Music Competitions, la principale rete mondiale dei concorsi musicali, confermando una dimensione sempre più internazionale. Un riconoscimento che colloca il Cantelli accanto alle più autorevoli competizioni musicali del mondo e che rappresenta uno dei passaggi più significativi nella storia recente del concorso, tornato in vita nel 2020 dopo l’interruzione avvenuta nel 1980.
Ma accanto ai numeri record e alle giurie di prestigio, resta aperta la sfida di trasformare il Cantelli in un patrimonio realmente condiviso dalla città che gli ha dato i natali.
La 14esima edizione del Premio Internazionale di Direzione d’Orchestra “Guido Cantelli” è stata presentata questa mattina all’Auditorium dell’Orchestra Sinfonica di Milano. Promosso dalla Fondazione Teatro Coccia e dedicato ai giovani direttori d’orchestra tra i 18 e i 35 anni, il concorso si svolgerà in un anno particolarmente significativo che coincide con il settantesimo anniversario della scomparsa del celebre direttore novarese.
I numeri confermano la crescente attrattività internazionale della manifestazione. Sono state infatti raccolte 200 candidature provenienti da 42 Paesi del mondo. Al termine della selezione effettuata attraverso registrazioni video dai direttori d’orchestra Riccardo Frizza e Didier de Cottignies, sono stati ammessi alle fasi eliminatorie 19 giovani direttori provenienti da 12 nazioni distribuite su tre continenti. L’Italia si conferma il Paese più rappresentato con cinque candidati, seguita dal resto dell’Europa e dall’Asia.
Tra i direttori selezionati figurano Nicolò Azzena, Sieva Borzak, Jooyoung Florian Chang, Ulysse Derrien, Etienne Ferrer, Giovanni Fanizza, Rémi Geniet, Guro Haugli, Feifan Jiang, Daniel Seonggeun Kim, Henry Kennedy, Yuta Kobayashi, Dongjun Lee, Mauro Mariani, Alfonso Piacentini, Ondřej Soukup, Arseniy Shkaptsov e Marco Orazio Vallone. A loro si aggiunge Alexander Mackinder, vincitore dell’edizione 2025 del Concorso Internazionale “Città di Brescia – Giancarlo Facchinetti”, ammesso direttamente alle eliminatorie grazie alla nuova collaborazione avviata tra i due concorsi.
Di altissimo livello anche la giuria internazionale chiamata a valutare i candidati. A presiederla sarà Donato Renzetti, vincitore proprio dell’ultima edizione storica del Premio Cantelli nel 1980. Al suo fianco siederanno figure di primo piano del panorama musicale internazionale, provenienti da prestigiose istituzioni orchestrali, teatrali e artistiche europee, americane e asiatiche.
Accanto alla giuria principale saranno presenti la Giuria della Critica, la Giuria del Management e delle Agenzie, la Giuria della Città, la Giuria degli Amici del Teatro Coccia e la Giuria Giovani, uno dei progetti su cui la Fondazione punta maggiormente: dodici ragazzi tra i 13 e i 25 anni saranno chiamati a seguire il percorso del Premio e a esprimere una propria valutazione indipendente. «Non è necessaria una competenza musicale specifica», ha sottolineato la direttrice del Coccia Corinne Baroni, spiegando che il progetto sarà sviluppato anche nel biennio 2026-2028 grazie al sostegno di Mirato, con l’obiettivo di ampliare ulteriormente la partecipazione giovanile nelle prossime edizioni.
Un percorso che ha trovato il sostegno di Mariella Enoc, membro del Consiglio di gestione della Fondazione Teatro Coccia e presidente dei patron del Premio: «Dobbiamo far nascere nei giovani la passione per il bello. Per come è concepito e perché è dedicato ai giovani, il Cantelli è qualcosa che va preso in grande considerazione». Enoc ha inoltre ricordato come, alla ripartenza del concorso, non siano mancati gli incoraggiamenti di figure autorevoli del panorama musicale italiano, tra cui Riccardo Muti.
Particolarmente significativa anche la Call per compositori, che quest’anno ha registrato il numero più alto di candidature nella storia del Premio: 116 partiture originali provenienti da 31 Paesi. A vincere è stato il brano “4 città invisibili” del compositore italiano Andrei Octavian Popescu, 48 anni. Una menzione d’onore è stata invece assegnata al giovanissimo compositore filippino Thor Lafuente Pacsi, appena sedicenne.
Dal punto di vista artistico, il programma della finale conferma l’ambizione internazionale del concorso. I direttori finalisti si confronteranno con pagine di Bellini, Richard Strauss e Dvořák oltre all’esecuzione della partitura vincitrice della Call per compositori. Le prove eliminatorie e semifinali si svolgeranno dal 1° al 3 ottobre all’Auditorium di Milano Fondazione Cariplo, mentre la finale sarà ospitata il 4 ottobre alle 18 al Teatro Coccia in forma di concerto aperto al pubblico.
In palio vi saranno nove riconoscimenti, tra cui il Primo Premio da 12 mila euro. Complessivamente il concorso ha un costo di circa 250 mila euro, coperto attraverso una vasta rete di sponsor e sostenitori privati che negli anni ha consentito alla Fondazione Teatro Coccia di consolidare e far crescere una manifestazione che difficilmente potrebbe sostenersi con le sole risorse pubbliche.
«Palcoscenici di questo livello sono spesso appannaggio di teatri molto più grandi», ha osservato il presidente della Fondazione Teatro Coccia Fabio Ravanelli. «Eppure qui siamo a Novara con un premio di rilevanza internazionale».
Ed è forse proprio qui che si trova la sfida ancora aperta del Premio Cantelli. Se sul piano artistico e organizzativo il concorso continua a crescere, attirando candidati da tutto il mondo e ottenendo riconoscimenti internazionali sempre più prestigiosi, resta infatti il tema del rapporto con la città che gli dà il nome. Un tema già emerso nelle passate edizioni e che è riaffiorato anche durante la presentazione milanese. Alla domanda su come rendere il Premio maggiormente partecipato dai novaresi, Corinne Baroni ha rilanciato l’idea di un “Cantelli Off”, invitando le associazioni del territorio a proporre iniziative collaterali.
Una risposta che lascia però aperta una riflessione più ampia: se il Teatro Coccia ha dimostrato negli anni una straordinaria capacità di costruire attorno al Premio una rete di partner, sponsor e sostenitori, la sfida dei prossimi anni potrebbe essere quella di investire con la stessa determinazione anche nel coinvolgimento della città, affinché il nome di Guido Cantelli non sia soltanto il simbolo di un prestigioso concorso internazionale, ma torni a essere un patrimonio culturale sentito e riconosciuto da tutti i novaresi.








