Grandine nell’alto novarese, dai comunicati alla prova dei ristori: per i risarcimenti serve la deroga del Governo

Mentre i viticoltori dell’alto novarese contano i danni di una grandinata spietata che ha azzerato il raccolto di quest’anno e compromesso in molti casi anche i tralci, nelle redazioni si è assistito a un fenomeno parallelo e quasi istantaneo: una vera e propria pioggia di comunicati stampa. Nel giro di poche ore, la filiera politica di Fratelli d’Italia ha azionato una batteria coordinata di dichiarazioni ufficiali. Dalla Provincia di Novara alla Regione Piemonte, fino ai vertici romani del Senato, il messaggio è stato unico e battente: le istituzioni ci sono, la filiera di governo è attiva, le risposte arriveranno.

La riunione convocata oggi, lunedì 10 agosto, ha però consentito di passare dagli annunci alla verifica degli strumenti concretamente disponibili. E il quadro emerso è decisamente più complesso: una strada per i ristori esiste, ma non tutti i danni sono oggi coperti e, soprattutto per la produzione agricola andata perduta, sarà necessario un ulteriore passaggio politico a Roma.

All’incontro hanno partecipato, tra gli altri, l’assessore regionale all’Agricoltura Paolo Bongioanni, il senatore Gaetano Nastri, l’assessora regionale Daniela Cameroni, il consigliere regionale Domenico Rossi, Annalisa Beccaria e Gianluca Godio, il presidente della Provincia Marco Caccia, i consiglieri provinciali Giuseppe Maio e Sara Paladini, i sindaci Ennio Prolo di Fara Novarese, Celsino Ponti di Sizzano, Mirko Barvavara di Ghemme, Fabio Maggeni di Barengo, Alessandro Carini di Romagnano Sesia, Christian Massara di Carpignano Sesia e Lido Beltrame di Recetto, oltre ai rappresentanti delle associazioni agricole.

Dieci giorni per segnalare i danni, si tenta di ottenere una proroga

Il primo passaggio è ora nelle mani dei Comuni e delle aziende. Entro dieci giorni dall’evento i Comuni devono trasmettere alla Regione le segnalazioni attraverso l’apposita modulistica, sulla base delle dichiarazioni presentate dalle imprese agricole. Si sta lavorando per cercare di allungare il termine a 15 o 20 giorni, in modo da consentire una ricognizione più completa.

Sulla base delle comunicazioni ricevute, la Regione procederà quindi alla delimitazione delle aree colpite e alla quantificazione dei danni.

Martedì 11 agosto la Regione Piemonte pubblicherà sul proprio sito un vademecum tecnico con gli adempimenti che aziende – direttamente o attraverso i Caa – e Comuni dovranno seguire per la ricognizione e la segnalazione dei danni strutturali e infrastrutturali. L’obiettivo è consentire alla Giunta regionale di arrivare già a settembre alla delimitazione formale delle zone interessate.

Ed è qui che la vicenda entra nel terreno molto meno lineare del decreto legislativo 102 del 2004.

Il decreto 102 può intervenire, ma non su tutto

La precisazione arrivata dalla Regione è importante. Il Fondo di Solidarietà Nazionale previsto dal decreto legislativo 102 del 2004 può essere attivato per i danni arrecati alle strutture aziendali e, secondo quanto chiarito dall’assessore Bongioanni, fra questi possono essere riconosciuti anche gli impianti di vigneto.

«Le decine di aziende agricole del territorio novarese colpite dalla devastante grandinata di venerdì 7 agosto potranno essere risarcite direttamente dallo Stato tramite il Fondo di Solidarietà Nazionale previsto dal decreto legislativo 102 del 2004 per quanto riguarda i danni arrecati alle strutture aziendali, fra le quali sono riconosciuti anche gli impianti di vigneto», ha spiegato Bongioanni.

Una prospettiva importante soprattutto laddove la violenza della grandine non si sia limitata a distruggere i grappoli ma abbia danneggiato le piante e gli impianti.

Diverso, però, è il capitolo decisivo per molti produttori: quello dell’uva che quest’anno non verrà raccolta.

Per i danni alle produzioni agricole il meccanismo ordinario della legge non consente infatti automaticamente di riconoscere i ristori quando si tratta di produzioni assicurabili. È questo il punto sul quale sarà necessario chiedere una deroga al Ministero.

Lo stesso Bongioanni lo riconosce: «Una volta censiti i danni verificheremo se esistono i presupposti per chiedere la deroga anche per le produzioni agricole».

Dunque, per una parte dei danni la strada è già individuata; per quella che rischia di pesare maggiormente sui bilanci delle aziende vitivinicole, la partita deve ancora essere giocata.

Rossi: «La deroga deve arrivare dal Governo»

È su questo punto che insiste il consigliere regionale Domenico Rossi. «Per i danni alle colture, per poter accedere ai fondi della 102 serve una deroga che deve arrivare dal Governo. Mi auguro che arrivi», afferma.

Il problema, secondo Rossi, va inoltre oltre l’emergenza dell’Alto Novarese: «Al netto delle misure strutturali che serviranno per affrontare situazioni che ormai stanno diventando ordinarie, a quel punto si potrà chiedere al Ministero una deroga nell’ambito del decreto legislativo 102, anche per consentire il riconoscimento dei danni alle colture che al momento non sono inclusi».

Una corsa contro il tempo, dunque. «Eventi di questo tipo non sono più episodici e gli strumenti attualmente previsti devono essere rivisti. Se ne sta già discutendo in Conferenza Stato-Regioni. La deroga, però, deve arrivare dal ministro. Per questo è necessario muoversi rapidamente, altrimenti le aziende rischiano di non poter accedere ai contributi».

È forse questo il dato politico più significativo emerso dalla riunione: rispetto alle rassicurazioni delle prime ore, oggi viene chiarito che il risarcimento della produzione perduta non è automatico. Serve un provvedimento ulteriore del Governo.

Agricat resta fuori dalla partita della grandine

Rimane invece ancora più problematico il riferimento ad Agricat contenuto nel primo comunicato del senatore Gaetano Nastri. Il Fondo mutualistico nazionale Agricat interviene infatti sugli eventi definiti catastrofali – alluvione, gelo o brina e siccità – mentre la grandine rientra nel sistema dei rischi assicurabili e non nella copertura ordinaria del fondo.

Il richiamo iniziale ad Agricat, dunque, non sembra offrire una risposta ai vigneti devastati venerdì 7 agosto. E significativamente, dopo la riunione tecnica di oggi, il percorso operativo indicato dalla Regione passa dal Fondo di Solidarietà Nazionale del decreto legislativo 102 e dall’eventuale richiesta di deroga al Ministero, non da Agricat.

Bongioanni: 5,5 milioni per le reti e 600mila euro in più sulle assicurazioni

L’assessore Bongioanni sposta poi l’attenzione sulla prevenzione, tema destinato a diventare sempre più centrale se grandinate di questa intensità smettono di essere eventi eccezionali: «Ho messo a terra finanziamenti per 5,5 milioni di euro per il sostegno alle aziende nell’acquisto di reti antigrandine e a settembre apriremo un nuovo bando con risorse reperite da economie», annuncia l’assessore.

Sul fronte assicurativo, Bongioanni sottolinea inoltre di aver aumentato quest’anno «di 600mila euro le contribuzioni per incentivare i nostri agricoltori alla difesa passiva».

Un tema, quello delle polizze, che resta però uno dei punti più delicati dell’intero sistema. Il progressivo aumento dei costi assicurativi e le difficoltà del sistema delle agevolazioni hanno reso negli ultimi anni sempre più complesso per molte imprese agricole proteggersi integralmente dai rischi climatici. Ed è proprio qui che emerge il limite strutturale di un modello che, davanti a fenomeni atmosferici sempre più frequenti e violenti, continua a distinguere rigidamente fra calamità, rischi assicurabili e danni ammessi agli interventi compensativi.

Bongioanni riferisce di aver portato il problema della gestione del rischio, insieme all’assessore lombardo Alessandro Beduschi, anche nella Conferenza delle Regioni.

La filiera politica rivendica il «fronte comune»

Dal centrodestra resta intanto forte la rivendicazione della rapidità con cui si sono mosse le istituzioni. «Comuni, Provincia, Regione e Governo stanno facendo fronte comune, con una sinergia totale e un obiettivo molto chiaro: trasformare questa mobilitazione in risposte concrete e sostegni rapidi», afferma l’assessora regionale Daniela Cameroni, ricordando che «ogni giorno guadagnato per far arrivare gli aiuti è una boccata d’ossigeno per aziende oggi in ginocchio».

Per i danni strutturali e agli impianti di vigneto la Regione conta di utilizzare il Fondo di Solidarietà Nazionale e punta alla delimitazione delle aree già a settembre. Per la produzione agricola distrutta dalla grandine, invece, la porta non è ancora aperta: servirà la deroga del Ministero.

Ed è su questo passaggio che si misurerà concretamente l’efficacia di quella «filiera istituzionale» rivendicata nei comunicati delle ultime ore. Perché dopo le telefonate, le riunioni e le dichiarazioni di solidarietà resta una domanda molto semplice per chi venerdì ha visto sparire in pochi minuti un’intera vendemmia: quanti dei danni subiti saranno effettivamente risarciti, e quando arriveranno i soldi?

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Immagine di Cecilia Colli

Cecilia Colli

Novarese, giornalista professionista, ha lavorato per settimanali e tv. A La Voce di Novara ha il ruolo di direttore