Ricordando Scalfaro a Novara 

Nei giorni scorsi è scomparso don Antonio Zanotti Fregonara, per molti anni parroco della Madonna del Monserrato, la chiesa all’inizio di corso Cavour dove Oscar Luigi Scalfaro si recava spesso a pregare o ad assistere alla Messa, soprattutto prima di diventare presidente della Repubblica e nei periodi in cui non ricopriva importanti incarichi di governo.

Capitava che Scalfaro si intrattenesse con il sacerdote e che i due andassero poi a prendere un caffè nella vicina Pasticceria Sacco, chiusa ormai da alcuni anni. Scalfaro arrivava da solo, senza scorta: anche negli anni del terrorismo guidava personalmente la propria auto, una Fiat 131.

Quella del Monserrato era una chiesa a due passi da baluardo Partigiani, dove per anni ebbe sede la Democrazia Cristiana novarese, prima del trasferimento in corso Cavallotti.

Prima di don Zanotti, per molti anni parroco del Monserrato era stato un altro amico di Oscar Luigi Scalfaro, don Angelo Ricci. Durante la guerra, quando era parroco di Stresa, Ricci fu arrestato dalla Gestapo per aver dato rifugio e protezione a bambini ebrei e alle loro famiglie. Venne incarcerato a San Vittore, a Milano, e successivamente deportato in Germania.

A pochi passi dalla chiesa, in via Magnani Ricotti, si trovava invece la sede di Azione Nuova, la corrente degli amici dell’onorevole Scalfaro, presidiata dal fedele factotum Anacleto Colombano e frequentata da uomini che hanno segnato una stagione della politica novarese, molti dei quali scomparsi negli ultimi anni: il deputato Michele Zolla, che fu anche vicepresidente della Camera, Luigi Agnelli, Vittorio Merlo, il senatore Lucio Benaglia e il senatore Ezio Leonardi.

Era una sorta di “piccolo mondo moderno”: un ambiente di cattolici impegnati in politica, saldamente collocati al centro, antifascisti e anticomunisti. Un mondo certamente provinciale, profondamente legato alla dimensione locale, eppure capace di portare Novara sulle prime pagine dei giornali nazionali e persino nei libri di storia.

Come spesso accade, molti novaresi non erano pienamente consapevoli di ciò che accadeva in quel ristretto cerchio raccolto in poche vie del centro storico. Eppure, proprio lì si incrociavano persone, idee e vicende destinate ad andare ben oltre i confini della città.

Oggi è la cronaca politica, con le sue polemiche e le sue miserie, ad averci costretto a riscoprire quegli uomini e quei personaggi. Uomini di altri tempi. O forse i tempi, in fondo, non sono poi così diversi: a essere cambiati sono gli uomini. E allora diventa difficile sottrarsi a un po’ di nostalgia.

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Immagine di Pier Luigi Tolardo

Pier Luigi Tolardo

54 anni, novarese da sempre, passioni: politica, scrittura. Blogger dal 2001.