Ancora un episodio di violenza ai danni di un medico nel Novarese. A denunciarlo è l’Ordine dei Medici Chirurghi e degli Odontoiatri della provincia di Novara, dopo l’aggressione subita dal medico di medicina generale Mauro Porzio, colpito da un paziente all’interno del proprio ambulatorio di Cerano durante l’orario di visita.
A rendere nota la vicenda è il presidente dell’Ordine, Federico D’Andrea, che parla di un episodio particolarmente grave: «Questa volta si è passato il segno: un medico di medicina generale ha dovuto far ricorso alle cure del Pronto soccorso dopo essere stato malmenato da un paziente».
Secondo quanto riferito dall’Ordine, tutto sarebbe nato da una discussione relativa alla prescrizione di un farmaco. Nei giorni precedenti il paziente aveva chiesto il medicinale e il medico gli aveva spiegato che, in base alle nuove disposizioni normative, il farmaco non era più erogabile gratuitamente ma doveva essere pagato.
L’uomo si è quindi presentato nello studio medico durante l’orario di ricevimento e, davanti agli altri pazienti in attesa, ha prima iniziato a insultare il dottor Porzio per poi passare all’aggressione fisica, colpendolo con alcuni schiaffi e rompendo gli occhiali che indossava.
Il medico, che si trova ancora in stampelle in seguito a un precedente intervento chirurgico, non è riuscito a difendersi. Alcuni pazienti presenti sono intervenuti per aiutarlo a sedersi e hanno immediatamente allertato il 118 e le forze dell’ordine.
Trasportato al Pronto soccorso, Porzio è stato medicato: i sanitari gli hanno riscontrato lesioni giudicate guaribili in pochi giorni. Successivamente il medico ha presentato denuncia ai carabinieri della caserma di Trecate, che si occuperanno degli accertamenti sull’accaduto.
L’episodio riporta al centro dell’attenzione il problema delle aggressioni nei confronti del personale sanitario. «È l’ennesima conferma di una situazione che si fa via via più insostenibile – sottolinea il presidente dell’Ordine Federico D’Andrea –. Già alla fine del 2018 avevamo sottoposto ai colleghi un questionario sul tema e il risultato era stato allarmante: il 36% aveva dichiarato di essere stato vittima di minacce o aggressioni. Sono passati otto anni e, se possibile, la situazione è ulteriormente peggiorata. Dopo quanto accaduto è necessario che chi ne ha la competenza individui soluzioni efficaci per tutelare i professionisti della sanità».








