Se Novara avesse una gemella? Inizia l’era del “Digital Twin” per pianificare meglio la città

Se Novara avesse una città gemella, probabilmente non sarebbe dall’altra parte del mondo. Sarebbe identica, strada per strada, albero per albero, edificio per edificio. Una copia virtuale capace di raccontare la città reale, prevederne i bisogni e aiutare chi la amministra a prendere decisioni migliori e in modo più comodo e veloce. Da oggi quella città esiste davvero. Si chiama Digital Twin, il “gemello digitale” di Novara, ed è uno dei progetti più avanzati di trasformazione digitale mai realizzati dal Comune sotto al Cupola.

Presentato questa mattina a Palazzo Cabrino, il progetto è stato sviluppato da Digitarca, con il coinvolgimento di Intesa Sanpaolo Innovation Center, e rappresenta un salto di qualità nella gestione del territorio urbano. Non si tratta di una semplice mappa tridimensionale, ma di un modello dinamico destinato a crescere nel tempo integrando dati, rilievi, immagini e informazioni provenienti dalle banche dati comunali.

A spiegare la portata dell’iniziativa è stato il sindaco Alessandro Canelli: «È il modello virtuale della città vera – ha spiegato -. È stato realizzato attraverso rilievi effettuati anche con droni e consente di avere una replica estremamente precisa di Novara. Ma soprattutto non è una fotografia statica: è un modello dinamico che ci permetterà di implementare le scelte future».

Secondo il primo cittadino, gli utilizzi saranno molteplici. «Potremo programmare la manutenzione predittiva delle infrastrutture, monitorare il verde pubblico e il decoro urbano, verificare l’efficienza energetica degli edifici, pianificare meglio lo sviluppo urbanistico e avere uno strumento prezioso anche nella gestione delle emergenze di Protezione civile. Siamo tra i pionieri di questo approccio».

Una città ricostruita in ogni dettaglio

I numeri del progetto danno la misura del lavoro svolto: in poche settimane sono stati rilevati circa 400 chilometri di strade, raccolte oltre 100 mila immagini sferiche a 360 gradi e acquisiti più di un miliardo di punti utilizzati per costruire la cosiddetta “nuvola di punti”, una ricostruzione digitale ad altissima precisione dell’intero territorio urbano.

«Il gemello digitale è una copia fedele della realtà – ha spiegato Leonardo Chiechi, fondatore e amministratore delegato di Digitarca -. Grazie a specifiche applicazioni è possibile alimentare continuamente il modello con nuovi dati e nuovi rilievi. La stessa piattaforma è già utilizzata, ad esempio, nel Parco archeologico di Pompei».

Chiechi ha anche precisato che Novara non è la prima città piemontese a dotarsi di questa tecnologia – esperienze analoghe esistono già a Torino e Alessandria – ma è la prima ad adottare la nuova versione della piattaforma Smart City 3D già compatibile con il BIM, il Building Information Modeling, destinato dal 2027 a diventare uno standard sempre più centrale nella progettazione e gestione delle opere pubbliche.

Dal turismo alla lotta all’evasione

Le potenzialità del Digital Twin vanno ben oltre la pianificazione urbanistica. Il sistema consentirà infatti di integrare tutti i dati raccolti con quelli già posseduti dal Comune, creando un unico patrimonio informativo consultabile dagli uffici. Tra gli obiettivi figurano la semplificazione delle pratiche amministrative, il supporto alla progettazione del nuovo Piano Urbanistico Generale (PUG), una gestione più efficiente della manutenzione di strade e verde pubblico e anche strumenti di analisi utili nel contrasto all’evasione dei tributi minori.

Ma le applicazioni potranno estendersi anche ad altri settori: mobilità, turismo, marketing territoriale, qualità dell’aria, fontane, parchi giochi, parcheggi, sottoservizi, patrimonio immobiliare e barriere architettoniche. «Il nostro ruolo è proprio quello di mettere in contatto realtà che forse non si sarebbero mai incontrate – ha spiegato Claudio Lubatti, di Intesa Sanpaolo Innovation Center -. Lavoriamo sull’innovazione, dalle neuroscienze all’idrogeno fino alla robotica, e quando abbiamo conosciuto Digitarca abbiamo trovato nel Comune di Novara una grande sensibilità verso questi temi. Il Digital Twin non riguarda solo la mobilità, ma apre scenari che coinvolgono praticamente ogni servizio della città».

Dieci anni di trasformazione digitale

Per il direttore generale del Comune Roberto Moriondo, il progetto rappresenta il punto di arrivo di un percorso iniziato ormai da tempo: «Sono dieci anni che il Comune investe nella transizione digitale. Questo strumento rappresenta un patrimonio informativo enorme che potrà essere utilizzato da tutti i dipendenti comunali e anche dalle società partecipate. Molti sopralluoghi potranno essere effettuati direttamente dall’ufficio, con un notevole risparmio di tempo e di risorse».

Un investimento da oltre 100 mila euro

Il progetto è stato finanziato con 80 mila euro provenienti dal Centro di Competenza CIM4.0 di Torino, nell’ambito del progetto europeo HD-MOTION, di cui il CIM è coordinatore, ai quali si aggiungono 27 mila euro stanziati direttamente dal Comune per un investimento complessivo di circa 107 mila euro, destinato a crescere con ulteriori sviluppi e implementazioni della piattaforma.

Con il Digital Twin, Novara non si limita quindi a digitalizzare la città: costruisce uno strumento destinato a diventare il cervello informatico con cui pianificare, gestire e immaginare la Novara dei prossimi anni. Una città reale che, da oggi, potrà contare su una gemella virtuale capace di anticiparne il futuro.

© 2026 La Voce di Novara
Riproduzione Riservata

Immagine di Cecilia Colli

Cecilia Colli

Novarese, giornalista professionista, ha lavorato per settimanali e tv. A La Voce di Novara ha il ruolo di direttore