Aveva dato in escandescenza nel triage del pronto soccorso aggredendo infermiere e guardia giurata. Processato per direttissima per l’episodio avvenuto lo scorso 10 aprile all’ospedale Maggiore, B.K., trentenne di origine marocchina residente in provincia di Verona, ma di fatto senza fissa dimora e gravitante nella città di Novara, ha patteggiato la pena di 1 anno e 4 mesi di reclusione con la condizionale, per lesioni personali aggravate (in base alla nuova normativa di tutela del personale sanitario e degli impiegati di pubblico servizio). Era stato arrestato dai carabinieri subito dopo l’ingiustificata esplosione di violenza.
L’uomo si è presentato al pronto soccorso perché non si sentiva bene. Non era la prima volta: lo aveva fatto anche in passato, spesso mostrando segni di ebbrezza. L’attesa lo ha fatto innervosire, e dopo un po’ ha iniziato a insultare il personale pretendendo di essere visitato, saltando quindi la fila e chi aveva codici di gravità più elevati del suo. Ha spintonato un infermiere facendolo cadere e terra e si è poi scagliato anche su un vigilante, per poi allontanarsi in tutta fretta fuori dell’edificio.
Dall’ospedale è partita la segnalazione al 112 e i carabinieri del Nucleo radiomobile hanno rintracciato il trentenne in una via limitrofa, arrestandolo. Gli era stata inflitta la misura del divieto di dimora nella provincia di Novara. Le due vittime hanno riportato rispettivamente 1 e 2 giorni di prognosi.








