La domanda continua a essere la stessa: i vannacciani sono maggioranza o opposizione? A Palazzo Cabrino, a pochi giorni dalla mozione con cui Alleanza Novarese-Futuro Nazionale ha chiesto una valutazione politico-amministrativa sull’operato del vicesindaco e assessore allo Sport Ivan De Grandis, il dibattito si sta infatti spostando rapidamente dal contenuto dell’atto al ruolo politico dei suoi firmatari.
Perché i tre consiglieri di An – Michele Ragno, Mauro Gigantino e Maurizio Nieli – continuano a dichiararsi parte integrante della coalizione che sostiene il sindaco Alessandro Canelli. E, almeno formalmente, nessuno tra gli alleati mette in discussione questa collocazione. Eppure la mozione contro il vicesindaco, arrivata già dopo mesi di tensioni e polemiche (da ultima la tarantella dei posti a sedere), ha riacceso interrogativi che attraversano da tempo il centrodestra novarese.
Il primo cittadino, almeno per il momento, non si è espresso pubblicamente sulla vicenda. A farlo sono invece i capigruppo della maggioranza, chiamati a gestire una situazione che rischia di diventare uno dei principali temi politici di questo ultimo anno di mandato.
Il più coinvolto è inevitabilmente Franco Caressa, capogruppo di Fratelli d’Italia, il partito dal quale provengono i tre consiglieri oggi approdati all’universo politico vannacciano: «Abbiamo programmato una riunione dei capigruppo per domani e parleremo anche di questo tema e della mozione che hanno presentato, per capire se verrà discussa nel consiglio dell’11 giugno e se in modalità segreta come hanno richiesto oppure no. Sicuramente devono parlarsi come partito e capire da che parte stare. Se vogliono stare in maggioranza devono comportarsi in modo adeguato».
Parole che rappresentano il richiamo più diretto arrivato finora dagli alleati. Anche perché quella contro De Grandis non viene letta come una semplice iniziativa politica, ma come l’ultimo episodio di una contrapposizione ormai consolidata.
Una lettura condivisa anche da Pietro Gagliardi, capogruppo di Forza Italia: «Ho parlato più volte con la mia segreteria e noi continuiamo a fare politica mentre loro sembrano avere dei problemi personali sempre con lo stesso assessore, che non è la prima volta che attaccano. Certo, i cittadini che ci seguono chiedono spiegazioni di quello che sta succedendo. Per me sono di maggioranza, ma se si comportano così sbagliano perché creano situazioni di imbarazzo. Non so cosa deciderà il sindaco».
Più prudente la posizione di Andrea Crivelli, capogruppo di Forza Novara, che invita a concentrarsi innanzitutto sul contenuto della mozione. «Nella riunione dei capigruppo di domani ci confronteremo con tutte le forze in consiglio, anche quelle di opposizione. È giusto ascoltare le istanze: se hanno presentato una mozione avranno degli argomenti da sottoporre e vanno ascoltati. Nessuno di noi li ha mai collocati al di fuori della maggioranza».
Ed è probabilmente proprio questa la peculiarità della vicenda. Perché nessuno, almeno per ora, sembra intenzionato a mettere in discussione l’appartenenza dei tre consiglieri alla coalizione che governa la città. Al tempo stesso, però, ogni loro iniziativa finisce inevitabilmente per alimentare la stessa domanda.
Una domanda che continua a rimbalzare nei corridoi di Palazzo Cabrino e che la mozione contro De Grandis ha riportato al centro della scena: fino a che punto si può essere maggioranza e comportarsi da opposizione?








