A Novara la campagna elettorale per il 2027 sembra già iniziata. E soprattutto sembra iniziare da una frattura: quella consumatasi dentro Fratelli d’Italia e ora trasformata in un progetto politico autonomo che guarda direttamente al generale Roberto Vannacci. Non solo una nuova adesione, ma un messaggio preciso al centrodestra novarese: c’è chi sta già lavorando alla costruzione di un’alternativa interna, con tanto di candidato sindaco già individuato a un anno dal voto.
Dopo aver annunciato nelle scorse settimana la nascita del gruppo consiliare “Alleanza Novarese”, gli ex esponenti di Fratelli d’Italia Mauro Gigantino, Michele Ragno e Maurizio Nieli hanno ufficializzato questa mattina l’adesione a Futuro Nazionale, ricevendo la benedizione politica direttamente dal generale, in tour tra Piemonte e Liguria con tappa anche a Novara.
Un passaggio che ha assunto immediatamente il tono di una chiamata alle armi identitaria più che di una semplice adesione di partito. Michele Ragno, capogruppo di Alleanza Novarese, ha rivendicato la scelta parlando di «destra coraggiosa», definendola «l’unica scelta possibile» e aggiungendo che si tratta di «una scelta per chi non è debole di cuore».
Sulla stessa linea Mauro Gigantino, che ha rivendicato la propria collocazione politica senza ambiguità: «Mi hanno accusato più volte di non essere trasversale. Io non ho mai voluto esserlo». Per Gigantino il progetto di Futuro Nazionale rappresenta «un’avventura bella che vale la pena fare», capace di permettere «iniziative comuni e una visione condivisa».
Maurizio Nieli ha invece insistito sul tema della “schiena dritta”, parlando di «una scelta di cuore e di testa che segna un nuovo inizio» e sostenendo che «la politica deve tornare a essere visione e programmazione».
Ma il dato politicamente più significativo è arrivato proprio dalle parole di Vannacci. Il generale ha definito Novara «un caposaldo strategico» del movimento, sostenendo che Futuro Nazionale starebbe vivendo «una crescita esponenziale», con «42 mila iscritti in due mesi» e «200 comitati già costituiti», indicando inoltre il Piemonte come una delle regioni più forti del progetto.
Vannacci ha anche annunciato che il movimento verrà strutturato definitivamente come partito politico nell’assemblea costituente prevista il 13 e 14 giugno a Roma: «Non siamo ancora un partito, ma siamo già al 4%», ha dichiarato.
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A sostegno dei numeri, anche il braccio destro di Vannacci, l’onorevole Emanuele Pozzolo che ha sottolineato come «ieri a Torino oltre mille persone hanno partecipato all’incontro, molti giovanissimi. Il Piemonte sta facendo tanto».
Poi lo sguardo si è spostato direttamente sulle elezioni amministrative del 2027 a Novara. «Sicuramente lavoriamo a una lista», ha detto Vannacci. Ma è stata soprattutto la frase successiva di Ragno a cambiare il peso politico dell’incontro: «Abbiamo anche già il candidato sindaco».
Una dichiarazione che ha immediatamente aperto il toto-nomi. Alla domanda se il candidato sieda già in consiglio comunale, Ragno ha risposto: «Sì, ma non sono io». E tutti gli indizi, a quel punto, hanno portato a Mauro Gigantino (secondo a sinistra), che tra l’altro non ha smentito.
Più che una suggestione, sembra il primo vero segnale di una partita già aperta dentro il centrodestra novarese. Perché mentre i partiti tradizionali devono ancora iniziare ufficialmente il percorso verso il 2027, l’area vannacciana mostra già di voler occupare spazio politico, simboli e leadership. E soprattutto di volerlo fare senza attendere le scelte degli altri.








