A tre anni e mezzo dall’avvio del percorso legato al Piano nazionale di ripresa e resilienza, la città di Novara traccia un bilancio operativo. A fare il punto sull’eredità che il Pnrr lascerà alla città è il sindaco Alessandro Canelli, che delinea i risultati ottenuti e le prospettive post-piano.
«Passati tre anni e mezzo dall’inizio del percorso – esordisce il primo cittadino – possiamo dire che gli obiettivi progettuali sono quasi raggiunti come da cronoprogramma, nonostante la grande fatica burocratica e amministrativa nel gestire così tanti cantieri simultaneamente. È evidente che ci sono stati cambiamenti in corso d’opera, perlopiù dettati dalle modifiche della strategia a livello nazionale: alcuni progetti sono rientrati in altre fonti di finanziamento, ma si sono mantenuti intatti nella loro impostazione e nei loro obiettivi originari».
I numeri: 114 milioni e il focus sulle periferie
L’obiettivo iniziale era intercettare il maggior volume possibile di risorse. «Un obiettivo raggiunto: siamo partiti con 114 milioni di euro di finanziamenti su progetti immaginati, e le risorse sono state confermate interamente, se non addirittura aumentate per via degli adeguamenti sul fondo complementare» continua Canelli.
Al netto delle risorse vincolate per legge ad attività trasversali per tutti i Comuni (come la digitalizzazione), l’amministrazione ha indirizzato il nucleo centrale degli investimenti verso le periferie. «Abbiamo sfruttato queste risorse per completare la nostra idea programmatica, che era quella di andare sulla riqualificazione del patrimonio di edilizia sociale che da tantissimi anni era fermo. La gran parte delle risorse, circa 70 milioni tra Pinqua (Programma Innovativo Nazionale per la Qualità dell’Abitare, ndr) e rigenerazione urbana, è andata su operazioni di questo genere: avremo 92 nuovi appartamenti sul Pinqua, 26 a Cascina Cascinetta e procederemo all’abbattimento in via Bonola. Lì l’indice antropico diminuirà di una ventina di appartamenti, ma li recupereremo nelle altre operazioni».
Un nuovo modello di gestione: «L’amministratore di quartiere»
La riqualificazione strutturale ha innescato un iter parallelo sul fronte gestionale. «Questo ha attivato una serie di percorsi che devono andare a buon fine non solo sull’aspetto costruttivo, ma su quello gestionale futuro – sottolinea il sindaco – Stiamo cercando la soluzione migliore per una gestione di questi alloggi parallela a quella di Atc, perché c’è un tema legato alla manutenzione della nuova impiantistica».
Per questo motivo, annuncia Canelli, ci sarà un bando di gara pubblico: «Vogliamo capire chi ci potrà dare una mano a gestire in maniera innovativa. Noi siamo dell’idea che il gestore dovrà essere presente fisicamente nel quartiere, sia per la manutenzione che per l’amministrazione. Un vero e proprio amministratore del quartiere dedicato al Pinqua. La decisione di andare forte sulle periferie è funzionale anche a trovare questo percorso gestionale parallelo per i nuovi alloggi».
Sport, scuole e la “palestra” del partenariato pubblico-privato
Il secondo obiettivo ha riguardato il miglioramento dell’impiantistica sportiva, promessa della campagna elettorale, unito a un ulteriore potenziamento di scuole e infrastrutture sociali (come il De Pagave).
Oltre ai cantieri fisici, secondo Canelli il Pnrr ha lasciato in dote una fondamentale «capacitazione amministrativa». Il volume di lavoro ha allenato la struttura comunale sull’utilizzo del partenariato pubblico privato (PPP). «Abbiamo sperimentato di tutto sotto il profilo del PPP, alcune cose non sarebbero successe senza questo strumento. La nostra struttura è iper allenata: siamo stati i primi in Italia con il fondo immobiliare sull’ex Macello e i primi sulle procedure per la Cupola. Ma attenzione – precisa il sindaco – il tema è la gestione pubblica della cosa, non servono solo i soldi del privato. È il pubblico che detta le regole, ed è questo il vero cuore del PPP su cui dobbiamo convincere i fondi istituzionali a investire sui territori».
Il post-Pnrr: piano casa e l’obiettivo ex Caserme
Il lavoro programmatorio non si esaurisce con il Pnrr, definito da Canelli «uno straordinario strumento eccezionale che i Comuni sono riusciti a intercettare dando prova di una forte capacità di realizzazione».
Ora l’ente è in attesa delle regole d’ingaggio del “piano casa” governativo e dei fondi della nuova programmazione europea FESR-FSC. «Queste risorse arriveranno anche sulle città di medie dimensioni grazie al lavoro di Anci con il governo e con l’Unione Europea. Le città medie – conclude il sindaco – sono la spina dorsale del Paese: ci aspettiamo nuove risorse per il futuro che possano completare e irrobustire le grandi riqualificazioni della città. Abbiamo il grande tema del polo delle ex caserme da terminare: in un nuovo round di finanziamenti pubblici è un’ottima candidata».







