Antonelli, il tesoro nascosto di Novara raccontato ai giornalisti italiani

Ho partecipato quasi da “straniero fra gli stranieri” a una visita guidata dedicata ai luoghi antonelliani, organizzata per giornalisti specializzati provenienti in gran parte da fuori regione. L’iniziativa, promossa dall’assessora alla Cultura della Regione Piemonte Marina Chiarelli, ha fatto tappa finale a Novara dopo gli appuntamenti di Torino e Ghemme.

Il tour ha rappresentato un’importante occasione per far conoscere il valore artistico e culturale della “Rete Antonelliana”, illustrata ai partecipanti dall’architetto novarese Roberto Tognetti all’inizio del percorso. Un patrimonio che racconta non solo l’opera di Alessandro Antonelli, ma anche il legame profondo tra la sua architettura e il territorio piemontese.

Tra le tappe più suggestive della visita c’è stato senza dubbio l’Archivio di Stato di Novara, autentico gioiello monumentale e archivistico della città. Qui sono custoditi documenti pubblici e privati legati alla vita e all’opera di Alessandro Antonelli, il geniale progettista della Cupola di San Gaudenzio e di Casa Bossi, edificio simbolo il cui restauro si spera possa iniziare presto, sottraendolo a un degrado che per troppo tempo è apparso inarrestabile.

L’Archivio è ospitato nella chiesa sconsacrata della Maddalena, parte dell’antico convento rimasto attivo fino all’epoca napoleonica. Un luogo di straordinario fascino, diretto con passione e competenza da Davide Bruno De Franco, ma ancora poco conosciuto dagli stessi novaresi. Eppure custodisce una parte fondamentale della memoria storica della città. Sarà aperto eccezionalmente il 13 e il 21 giugno in occasione di una mostra dedicata ad Antonelli, mentre per il resto dell’anno continua a mantenere quell’aura quasi misteriosa che lo rende ancora più affascinante.

Nel grande salone dell’Archivio campeggia inoltre, in attesa di una collocazione definitiva, un imponente ritratto della famiglia Antonelli di Maggiora: la madre, i numerosi fratelli e sorelle del grande architetto, figura visionaria capace di lasciare un segno profondo non soltanto a Novara e Torino, ma nell’intero Piemonte. Un’eredità culturale che probabilmente deve ancora essere raccontata e valorizzata pienamente anche oltre i confini regionali.

E ancora oggi la grande Cupola in mattoni di Basilica di San Gaudenzio, visibile da ogni punto della città e persino da grande distanza, continua a esercitare lo stesso potere di stupore: quello di incuriosire, attrarre e meravigliare migliaia di visitatori italiani e stranieri.

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Immagine di Pier Luigi Tolardo

Pier Luigi Tolardo

54 anni, novarese da sempre, passioni: politica, scrittura. Blogger dal 2001.