L’ospedale Maggiore interviene ufficialmente per fare chiarezza sulla delicata situazione delle carenze infermieristiche, un tema da tempo al centro del dibattito sindacale e politico. Attraverso una nota diffusa in queste ore, l’azienda ha voluto delineare le strategie messe in campo per far fronte all’emergenza e garantire la continuità e la sicurezza delle prestazioni assistenziali. In particolare, secondo i dati diffusi dalla minoranza PD in consiglio regionale, il Maggiore risultava maglia nera in Piemonte in termini di saldo di personale.
Reclutamento: tutte le strade aperte (con un saldo in lieve attivo)
L’azienda precisa di stare percorrendo ogni strada normativamente consentita per reclutare nuovi professionisti in corsia. La priorità assoluta resta il ricorso a concorsi a tempo indeterminato, seguiti da avvisi a tempo determinato e bandi per incarichi libero-professionali. Solo come extrema ratio, qualora queste procedure dovessero risultare infruttuose, la direzione ricorre al personale in somministrazione tramite agenzie.
Nonostante le ben note difficoltà di reclutamento, che colpiscono in maniera più marcata le aziende sanitarie piemontesi situate al di fuori dell’area metropolitana di Torino, i numeri mostrano un lieve trend in salita: dal 1° gennaio 2025 al 31 marzo 2026, il saldo del personale infermieristico ha registrato un incremento netto di 7 unità. Un dato che, ammette la stessa azienda, «non rappresenta certamente una situazione di agio, ma è comunque la testimonianza di un impegno costante nel garantire un adeguato livello di assistenza».
Il nodo delle prestazioni aggiuntive e delle ore arretrate
Un capitolo cruciale affrontato nel comunicato riguarda i turni extra e il massiccio monte ore accumulato dai dipendenti. Riguardo ai pagamenti delle prestazioni aggiuntive – utilizzate fino a completa disponibilità per coprire i turni scoperti – l’ospedale ha assicurato che questi compensi sono soggetti ai doverosi controlli di congruità da parte degli uffici competenti, ma che «mai sono stati negati a fronte di esiti positivi delle verifiche».
Particolare attenzione è stata poi dedicata al cosiddetto “monte ore storico” del personale, che ammontava alla cifra impressionante di 503.000 ore. L’azienda ha precisato che questo accumulo si è generato interamente nelle annualità precedenti al 1° gennaio 2024. Un arretrato che si sta faticosamente cercando di smaltire: nel corso dell’anno 2025, infatti, questo monte ore è stato abbattuto di 65.000 ore, permettendo finalmente al personale di usufruire dei recuperi orari maturati.
Riorganizzazione: più OSS per alleggerire gli infermieri
Infine, la strategia a lungo termine dell’ospedale passa da una profonda revisione dei processi interni. L’azienda è costantemente impegnata a riorganizzare i flussi di lavoro, con un’attenzione particolare alle aree di maggiore pressione come il Pronto Soccorso, le sale operatorie e le attività ambulatoriali.
L’obiettivo è ottimizzare l’uso delle risorse disponibili cambiando il mix delle competenze: si punta infatti sull’assunzione di profili professionali attualmente più facili da reperire sul mercato del lavoro, come operatori socio sanitari (OSS) e personale amministrativo. Questa scelta strategica mira a sgravare concretamente gli infermieri dalle incombenze di natura tecnico-burocratica, consentendo loro di dedicarsi in modo esclusivo alle attività prettamente assistenziali e alla cura diretta del paziente.







