Maxi operazione antidroga tra Novara e il nord Italia: 21 indagati, sequestri e arresti

Un sistema articolato, capace di muoversi tra più province e di gestire traffici anche di ingenti quantità di droga, con ramificazioni che dal Novarese arrivavano fino alla Liguria. È questo il quadro emerso dall’operazione antidroga scattata all’alba di oggi, quando i Carabinieri hanno eseguito un provvedimento cautelare nei confronti di 21 persone, ritenute – allo stato delle indagini – gravemente indiziate di traffico e detenzione illecita di sostanze stupefacenti, oltre che di estorsione e falsità in atti destinati all’autorità giudiziaria.

L’attività, coordinata dalla Procura della Repubblica di Novara e condotta dal Nucleo investigativo del comando provinciale, ha interessato le province di Novara, Varese, Imperia e Vercelli. Il giudice per le indagini preliminari del Tribunale di Novara ha disposto 4 custodie cautelari in carcere, 4 arresti domiciliari e 13 misure tra obbligo di dimora e obbligo di presentazione alla polizia giudiziaria.

L’indagine, sviluppata tra gennaio e luglio 2025 con il supporto della Direzione centrale per i servizi antidroga, ha fatto emergere un’organizzazione non strutturata in forma associativa, ma composta da soggetti che collaboravano in base a interessi economici contingenti. Secondo gli inquirenti, il gruppo operava principalmente nel Novarese, con collegamenti nel Saronnese, a Milano, nel territorio di Serravalle Scrivia e fino a Diano Marina.

Figura centrale sarebbe un cinquantenne novarese, ritenuto il punto di riferimento per l’approvvigionamento di droga – cocaina, hashish e marijuana – anche da fornitori di alto livello, e per la successiva distribuzione sul territorio. Le investigazioni hanno documentato una rete capillare di compravendita, con partite anche di diversi chilogrammi.

Per eludere i controlli, gli indagati avrebbero utilizzato utenze telefoniche intestate fittiziamente, applicazioni di messaggistica criptata e un linguaggio in codice: “latte” o “bianca” per indicare la cocaina, “piastrelle” per l’hashish, “verde” per la marijuana. Non mancavano inoltre veicoli “staffetta” impiegati per il trasporto delle sostanze.

Un passaggio chiave dell’indagine risale a giugno 2025, quando, al rientro da una trasferta nel Varesotto, i militari hanno fermato due persone e individuato una base logistica a Galliate. La perquisizione ha portato al sequestro di circa 205 grammi di cocaina, 95 grammi di hashish, materiale per il confezionamento e quasi 10 mila euro in contanti, oltre all’arresto in flagranza del custode della droga.

Nel corso dell’operazione eseguita oggi sono stati sequestrati ulteriori quantitativi di stupefacente – circa un chilo di hashish e 280 grammi di marijuana – insieme a bilancini di precisione, materiale per il confezionamento, documentazione contabile, denaro contante, banconote ritenute false e munizioni detenute senza autorizzazione.

L’inchiesta ha fatto emergere anche episodi di estorsione legati al recupero di crediti derivanti dal traffico di droga. In particolare, a fronte di debiti superiori ai 120 mila euro, uno dei fornitori avrebbe esercitato pressioni intimidatorie, con minacce di morte e possibili ritorsioni anche nei confronti dei familiari dei debitori.

Secondo quanto ricostruito dalla polizia giudiziaria, sarebbe stato inoltre tentato un inquinamento probatorio per ottenere la scarcerazione di un indagato: attraverso documentazione falsa era stata attestata la disponibilità di un immobile nel Vercellese per gli arresti domiciliari. Gli accertamenti hanno però smentito la reale disponibilità dell’abitazione, rivelandone l’inidoneità.

Nel provvedimento cautelare, il giudice ha evidenziato come tali condotte dimostrino una concreta capacità degli indagati di eludere i controlli e di interferire con l’accertamento dei fatti, pur escludendo – allo stato – la configurabilità del reato associativo.

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