Esternalizzazione del nido Panda, la Cgil attacca il comune: «Bastava assumere 5 educatrici»

Nubi all’orizzonte per i servizi all’infanzia cittadini: la CGIL ha espresso forte preoccupazione e netta contrarietà in merito alla decisione dell’amministrazione comunale di procedere con l’esternalizzazione del nido Panda, una storica struttura educativa della città fino a oggi gestita direttamente con personale pubblico. Secondo il sindacato, si tratta di una scelta che rappresenta un progressivo e inaccettabile arretramento della gestione pubblica dei servizi.

La “mancata programmazione” e il nodo delle assunzioni

Pur riconoscendo il valore dell’intesa raggiunta nei mesi scorsi, che ha garantito il mantenimento dell’attuale dotazione organica complessiva del personale educativo, la CGIL ritiene che «la sola tutela dell’esistente non sia sufficiente». Secondo i rappresentanti dei lavoratori «la decisione poteva e doveva essere evitata programmando per tempo le assunzioni necessarie». Dal sindacato hanno sottolineato in particolare come bastasse «prevedere l’inserimento di sole cinque educatrici per scongiurare l’esternalizzazione del nido Panda e preservare un patrimonio di professionalità ed esperienza costruito negli anni».

Il paradosso del PNRR e l’appello al governo

La vertenza locale si intreccia poi con un tema di respiro nazionale. Il sindacato evidenzia un paradosso legato ai fondi del PNRR: le risorse finanziano la costruzione di nidi nuovi, moderni e funzionali, ma non prevedono fondi per assumere il personale necessario a farli funzionare. «A questo si aggiunge la necessità, non più rinviabile, di aprire una stagione di investimenti per la manutenzione e la riqualificazione delle strutture storiche, per non creare asili di “serie A” e asili di “serie B” e garantire a tutti i bambini ambienti adeguati e sicuri» aggiungono nella nota.

Per sbloccare l’impasse, il sindacato ha richiesto all’amministrazione di farsi portavoce presso il governo di una richiesta precisa: «escludere le assunzioni del personale educativo dai rigidi vincoli delle facoltà assunzionali imposte agli enti locali. Trattandosi di figure legate a obbligatori rapporti numerici tra educatori e bambini, uno sblocco permetterebbe ai comuni di rafforzare gli organici nei servizi per l’infanzia, liberando al contempo spazi burocratici per assumere altri profili necessari alla macchina comunale» hanno spiegato.

Al via la mobilitazione: le date

Forte di queste motivazioni, il sindacato ha lanciato due richieste chiare alla giunta: fermare l’iter di esternalizzazione del nido Panda e assumersi l’impegno politico di reinternalizzare, nel corso del prossimo periodo di vigenza dell’appalto, almeno uno dei due nuovi nidi realizzati con fondi PNRR.

Per far sentire la propria voce, educatrici ed educatori hanno annunciato l’avvio di un percorso di mobilitazione cittadina. L’azione sindacale si concretizzerà con un volantinaggio organizzato per la giornata del 24 aprile di fronte a tutti i nidi comunali, per poi proseguire con un’assemblea aperta alle famiglie fissata per il 28 aprile, durante la quale verranno illustrate nel dettaglio le possibili conseguenze derivanti dalla privatizzazione dei servizi educativi.

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