A stretto giro dall’annuncio della firma dell’accordo tra Ministero e Silicon box per l’investimento che porterà in città il nuovo insediamento ad Agognate, le istituzioni locali hanno espresso grande soddisfazione, delineando fin da subito la “roadmap” amministrativa che porterà alla posa della prima pietra della maxi-fabbrica di microchip nel capoluogo.
A tracciare il bilancio per l’ente regionale è stato il governatore Alberto Cirio. «L’arrivo di Silicon Box in Piemonte è la conferma della grande attrattività del nostro territorio e del prezioso lavoro di squadra che abbiamo fatto tutti insieme». Un passaggio che, secondo Cirio, non solo consolida il ruolo del Piemonte come piattaforma per i player globali, ma «garantisce ricadute rilevantissime sull’occupazione qualificata e sulla crescita delle piccole e medie imprese dell’indotto». La macchina, intanto, è già in moto: il governatore ha confermato di aver tenuto in giornata una riunione con il sindaco di Novara e commissario straordinario per il governo Alessandro Canelli per fare il punto sui prossimi passi e sui tavoli di lavoro, attualmente aperti con l’azienda e i progettisti, finalizzati all’avvio dei cantieri nei prossimi mesi.
Proprio il primo cittadino novarese ha voluto ringraziare i player statali coinvolti per la grande attenzione riservata al dossier. «La stipula dell’accordo era ovviamente un elemento di fondamentale importanza per continuare il percorso per l’insediamento a Novara, lo attendavamo da tempo», ha commentato Canelli. Ora lo sguardo è rivolto alla burocrazia e alle pratiche edilizie. «Si apre la fase istruttoria alla quale dovrà seguire quella per il permitting, in modo tale da arrivare nel più breve tempo possibile al via libera per la realizzazione della fabbrica», ha spiegato il sindaco, sottolineando come la ferma volontà di Silicon Box di insediarsi in Italia rappresenti «un ottimo segnale per il Paese».
A ribadire il concetto di un territorio capace di fare sistema sono intervenuti anche gli assessori regionali Matteo Marnati e Andrea Tronzano. L’arrivo del colosso asiatico, focalizzato sulle tecnologie di “advanced packaging” e “testing” dei semiconduttori, rappresenta per gli esponenti della giunta piemontese un avanzamento decisivo per costruire una filiera europea autonoma e resiliente, confermando il Piemonte come un ecosistema dinamico in cui convergono ricerca, industria e formazione. «Continueremo a sostenere con determinazione questo percorso – hanno assicurato Marnati e Tronzano – accompagnando ogni fase del progetto affinché l’investimento si traduca rapidamente in sviluppo concreto per il territorio, nuove opportunità per i giovani e maggiore competitività per il nostro sistema produttivo».
A sottolineare la portata dell’operazione anche Gaetano Nastri, senatore questore di Fratelli d’Italia: «L’accordo per Silicon Box rappresenta una fiducia concreta nelle capacità produttive e tecnologiche del territorio. Parliamo di un investimento da diversi miliardi che porterà circa 1.500 posti di lavoro diretti altamente qualificati e fino a 3.000–4.000 nell’indotto. Il Novarese si colloca così al centro di una trasformazione industriale legata alla filiera europea dei semiconduttori».
Un impatto che, secondo il senatore, sarà significativo anche sul piano economico e formativo: «L’insediamento favorirà nuove infrastrutture, rafforzerà la rete energetica e attiverà collaborazioni con università e istituti tecnici, creando percorsi dedicati alle tecnologie avanzate». Nastri ha quindi parlato di «risultati tangibili» della strategia nazionale e ha rivolto un ringraziamento alle istituzioni locali coinvolte, sottolineando come «ora la sfida sia accompagnare l’investimento con infrastrutture adeguate, formazione e sinergie con il sistema delle imprese».







