Gli investigatori della polizia avevano parlato di uno dei più importanti laboratori clandestini per la produzione di metanfetamina e altre droghe sintetiche nel panorama europeo. Era stato smantellato a Novara nel rione di Sant’Antonio nel marzo dello scorso anno e chi lo aveva messo in piedi nella mansarda di casa era uno studente ventiduenne alla facoltà di Ingegneria con la passione per la chimica. Per quel fatto il giovane ha scelto di patteggiare una pena di 2 anni di reclusione con la condizionale, evitando così il dibattimento pubblico.
Una storia che ricalca quella della famosa serie “Breaking Bad”, con il piano terra dello stabile adibito ad apparato di distillazione e la mansarda destinata alla miscelazione e alla creazione dei composti chimici. Gli agenti della Squadra Mobile avevano avuto la certezza della presenza del laboratorio perché il “piccolo chimico”, più volte al giorno, apriva le finestre del piano terra per arieggiare i locali rilasciando nell’aria l’inconfondibile odore derivante dalla cottura della metanfetamina. Al loro ingresso nell’abitazione gli agenti avevano trovato un complesso impianto di distillazione costituito da matracci, beute, burette in vetro e altri strumenti necessari alla cottura della droga. Erano presenti numerosissimi precursori chimici disponibili solo tramite il dark-web o il mercato nero.
In mansarda erano state trovate numerose dosi pronte per lo spaccio, tra cui i famigerati “francobolli allucinogeni” costituiti da piccoli frammenti in materiale speciale, imbevuti di LSD e di DOM che, una volta posizionati sotto la lingua, rilasciano rapidamente la sostanza nel corpo.
L’operazione era stata descritta come una delle più importanti nel panorama europeo, dal momento che il laboratorio artigianale risulta uno dei più grandi mai ritrovati: le sostanze rinvenute sono andate a implementare le tabelle degli stupefacenti attualmente esistenti nei vari Paesi dell’Unione Europea.







