Il clima politico e sociale attorno al tema della remigrazione continua a surriscaldarsi nel novarese, spingendosi questa volta oltre i confini del capoluogo per lambire anche i centri più piccoli della provincia. Questa mattina, i cittadini di Briona si sono risvegliati facendo i conti con un inaspettato blitz notturno: una piazza del comune è stata imbrattata con scritte sull’asfalto che inneggiano apertamente alla “remigrazione”. Un gesto che l’amministrazione comunale ha immediatamente e duramente condannato, non solo per il danno al decoro urbano, ma soprattutto per la pesante valenza ideologica e discriminatoria del messaggio.
La condanna del sindaco Giordano: «Calpestata la dignità delle persone»
Attraverso una nota ufficiale diffusa in mattinata e rivolta a tutta la cittadinanza, il sindaco Davide Giordano ha preso nettamente le distanze dall’accaduto. «Questa mattina il nostro territorio è stato sfregiato da scritte che inneggiano alla “remigrazione”», si legge nel post affidato ai social, che inquadra il gesto non come una semplice e isolata bravata, ma come «un tentativo di seminare intolleranza in una comunità che ha sempre fatto del rispetto e della convivenza civile i suoi punti di forza».
L’amministrazione ha usato parole inequivocabili per stigmatizzare l’azione compiuta col favore delle tenebre: «Parlare di “remigrazione” significa calpestare la dignità delle persone e ignorare deliberatamente la storia stessa delle nostre terre, fatte da sempre di partenze e di arrivi, ma soprattutto di umanità. Questi gesti anonimi cercano di spaventarci e di dividerci, ma la risposta di Briona non può che essere l’esatto opposto». L’ente ha inoltre comunicato di aver già dato mandato agli uffici competenti di provvedere quanto prima alla rimozione materiale delle scritte, ribadendo che la “rotta” del paese resta «quella dell’inclusione, della legalità e del rispetto reciproco. Non faremo passi indietro sul terreno dei diritti e della civiltà».
L’onda lunga delle tensioni da Novara a Galliate
L’episodio di Briona si inserisce in un contesto provinciale ormai fortemente polarizzato. Nelle ultime settimane, infatti, la parola “remigrazione” (concetto chiave dell’estrema destra che teorizza il rimpatrio forzato o incentivato dei cittadini di origine straniera) è diventata il centro di una martellante campagna promossa sul territorio dal neonato comitato “Remigrazione e Riconquista”, formato da sigle dell’area neofascista e sovranista.
Una campagna che ha già lasciato pesanti strascichi polemici. Pochi mesi fa, nel novembre del 2025, una manifestazione del comitato in piazza Gramsci a Novara era sfociata in un clima di inaccettabile tensione e più di recente, l’arrivo del gazebo per la raccolta firme del comitato ha acceso il dibattito anche a Galliate, dove la mobilitazione dell’estrema destra è stata duramente condannata dall’amministrazione guidata da Alberto Cantone.
I fatti di Briona confermano come il tentativo di forzare la narrazione sul tema migratorio si stia espandendo a macchia d’olio nella provincia. Un tentativo a cui l’amministrazione brionese ha voluto rispondere appellandosi ai valori fondanti della propria comunità: «Briona non è definita da uno scarabocchio sull’asfalto, ma dalle azioni quotidiane di solidarietà dei suoi abitanti. L’odio non è mai una soluzione, è solo un segno di debolezza che non trova spazio nel nostro futuro».







