Dalle scommesse al commissariato: presidio fisso della Locale in via san Francesco. Canelli: «Sui numeri del personale Novara meglio di altre città»

Sostituire l’azzardo con la sicurezza, cancellando un potenziale polo di ritrovo per soggetti problematici per far posto a un presidio fisso delle forze dell’ordine. È questa la duplice strategia illustrata stamattina in commissione consiliare dall’amministrazione, che ha annunciato l’apertura di un nuovo commissariato operativo della Polizia locale proprio nei locali che attualmente ospitano la sala scommesse Snai in via san Francesco d’Assisi.

Il cambio della guardia è previsto tra la fine della primavera e l’inizio dell’estate. Come spiegato dall’assessore alla Sicurezza Luca Piantanida «l’operazione comporterà un impegno economico di circa 30 mila euro all’anno. I locali, di cui è già stata valutata la distribuzione interna, si prestano perfettamente al nuovo scopo: ospiteranno il nucleo operativo e investigativo per la tutela della sicurezza urbana e saranno dotati anche di una cella di sicurezza per i fermati».

L’obiettivo, però, non è creare un “bunker” isolato, ma un luogo vivo. Per questo motivo, accanto agli otto agenti previsti (che si alterneranno su tre turni), la struttura ospiterà anche l’ufficio dei messi comunali, garantendo così un flusso continuo di cittadini e mantenendo gli uffici sempre operativi e aperti al pubblico, anche quando le pattuglie saranno impegnate all’esterno.

«Avere un punto di appoggio fisso in stazione – ha ribadito l’assessore – permetterà agli agenti di non dover stazionare unicamente in auto, ottimizzando un lavoro che negli ultimi mesi ha già prodotto risultati significativi». Tra giugno e gennaio, infatti, le operazioni sul territorio hanno portato a sette sequestri di sostanze stupefacenti, una denuncia per porto abusivo di armi, quattro ordini di allontanamento per ubriachezza molesta e un intervento per commercio abusivo di alimenti, confermando come la Polizia locale non si occupi solo di viabilità, ma intervenga a tutto tondo sulla tutela della salute e dell’ordine pubblico.

Se l’operazione ha incassato il plauso di esponenti della maggioranza, a sollevare dei dubbi è stata la minoranza consiliare. La dem Sara Paladini ha espresso forte preoccupazione per la nuova destinazione dell’attività, temendo che lo spostamento possa semplicemente trasferire il problema e generare una nuova sacca di insicurezza in un’altra area ricca di vita e attività commerciali. Un timore respinto al mittente in modo netto dal sindaco Alessandro Canelli, che ha accusato l’opposizione di fare «profetismo di sventura».

Il dibattito si è poi infiammato sul tema degli organici. A fronte di chi accusa la politica di non fare abbastanza, Canelli ha snocciolato i numeri di una crisi nazionale del reclutamento. Nonostante i concorsi continui, il comando fa i conti con agenti che chiedono il trasferimento dopo pochi mesi, mantenendo la forza operativa intorno alle 90-92 unità. Un numero che, ha tenuto a precisare il sindaco, «si traduce in un rapporto di 0,9 agenti ogni mille abitanti, una quota superiore alla media nazionale (0,85) per i Comuni della stessa fascia».

Proprio per questo l’Anci ha chiesto al Governo maggiore flessibilità finanziaria per permettere agli enti locali di raggiungere il traguardo ottimale di un agente ogni mille residenti. «Se negassimo i problemi di sicurezza vi darei ragione – ha concluso Canelli – ma noi facciamo l’esatto contrario, dotando il comando di nuove strumentazioni e lottando ogni giorno con le risorse che abbiamo a disposizione».

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Immagine di Luca Galuppini

Luca Galuppini

25 anni, laureato con lode in Politics, Philosophy and Public Affairs all'Università degli Studi di Milano, lavora come addetto stampa.