Un nuovo mezzo attrezzato per la Croce Rossa di Novara: «Un ponte verso la cura e l’inclusione»

Un nuovo mezzo attrezzato per il trasporto di anziani, persone con disabilità e cittadini fragili entra a far parte della dotazione del Comitato di Novara della Croce Rossa Italiana. Il pulmino è stato inaugurato nell’ambito del progetto “Al servizio dei più deboli”, sostenuto da Fondazione Cariplo, con l’obiettivo di contrastare le difficoltà di mobilità e l’isolamento sociale che colpiscono sempre più persone vulnerabili sul territorio novarese.

Il mezzo, dotato di rampe e sistemi di sicurezza specifici per il trasporto di utenti con disabilità motorie, sarà utilizzato soprattutto per accompagnare le persone all’Ambulatorio medico solidale di via Amico Canobio 14/A, oggi inserito nella rete delle Officine della Salute. Una struttura nata nel 2022 grazie a un contributo di 50 mila euro proveniente dal Fondo Emergenza Ucraina costituito presso Fondazione Comunità Novarese, con il sostegno anche del Gruppo Esso Italiana e di Sarpom, inizialmente pensata per assistere i profughi in fuga dalla guerra e diventata nel tempo un presidio stabile per tutte le situazioni di fragilità.

Nel contesto attuale, segnato dall’aumento della popolazione over 65 e da un sistema di trasporto pubblico spesso insufficiente rispetto ai bisogni delle fasce più deboli, il nuovo mezzo rappresenta una risposta concreta a problemi di accessibilità che rischiano di trasformarsi in esclusione sociale e sanitaria.

«Ci siamo resi conto – spiega il presidente del Comitato di Novara della Croce Rossa Italiana, Paolo Pellizzari – che l’Ambulatorio di via Canobio è difficilmente raggiungibile con i mezzi pubblici, quindi questo nuovo mezzo attrezzato aggiunge una grossa capacità di spostamento. Le attività dell’ambulatorio sono rese possibili dalla partecipazione di tanti medici dell’AOU “Maggiore della Carità”, oggi in pensione, che hanno scelto di sostenerci e di rendere attivo un servizio davvero utile per le persone più fragili, siano esse disabili, anziani o persone sole».

A sottolineare il valore sociale dell’iniziativa è anche Davide Maggi, presidente di Fondazione Comunità Novarese e membro del consiglio di amministrazione di Fondazione Cariplo: «Questo progetto rappresenta un esempio concreto di come la collaborazione tra enti, istituzioni e territorio possa generare risposte efficaci e umane ai bisogni più urgenti della comunità. Il nuovo mezzo non è solo uno strumento logistico, ma un ponte verso la dignità, l’inclusione e il diritto alla cura per le persone più fragili».

Maggi evidenzia inoltre il significato più ampio dell’esperienza novarese: «Fondazione Cariplo e Fondazione Comunità Novarese credono fortemente in questi percorsi che uniscono innovazione sociale e solidarietà concreta. Oggi celebriamo non solo un risultato, ma un impegno condiviso che continua nel tempo grazie alla responsabilità e alla generosità di diversi soggetti».

L’ambulatorio solidale, coordinato dalle Infermiere Volontarie della Croce Rossa, si prepara intanto a un anniversario importante. «L’anno prossimo – ricorda Laura Mattarino, ispettrice delle infermiere volontarie – festeggeremo i 40 anni dell’Ambulatorio Solidale, nato nel 1987 nel Quartiere Centro, chiuso durante la pandemia e riaperto nel 2022 nella nuova sede di via Canobio. Tutti i giorni sono presenti un medico e una crocerossina e questo ha fatto sì che diventasse un vero punto di riferimento e di ascolto per chi ha bisogno anche solo di un consulto».

Le prestazioni offerte sono completamente gratuite. L’ambulatorio è aperto il lunedì e il mercoledì dalle 16 alle 17, mentre martedì, giovedì e venerdì dalle 9.30 alle 11.30. Tra i servizi disponibili figurano iniezioni intramuscolari e sottocutanee, medicazioni, misurazione di pressione, glicemia e colesterolo, oltre a consulenze mediche. Le attività sono rese possibili grazie alla disponibilità di numerosi medici volontari e del Corpo delle Infermiere Volontarie della Croce Rossa di Novara, che mettono gratuitamente a disposizione competenze e professionalità.

© 2026 La Voce di Novara
Riproduzione Riservata