Dal grano trattato in pre-raccolta con il glifosato ai polli carichi di antibiotici, fino al riso di provenienza asiatica trattato con il triciclazolo e alla vastissima gamma di cibi ultra-processati, come energy drink, barrette e merendine. Per contrastare l’avanzata di alimenti che mettono seriamente a rischio la salute pubblica, soprattutto quella dei più giovani, parte proprio dalle strutture sanitarie una nuova e inedita alleanza.
È nata così “Campagna Amica per la Salute”, un’iniziativa nazionale promossa da Coldiretti, Campagna Amica e fondazione Aletheia, che mira a trasformare il cibo sano e la dieta mediterranea nel primo e più efficace strumento di prevenzione medica. Per la prima volta nella storia della sanità italiana, i prodotti agricoli freschi, stagionali e tracciati entreranno all’interno di settanta presidi ospedalieri, creando un ponte diretto tra chi coltiva la terra e chi cura i pazienti.
Il mercato agricolo all’Asl di Novara
Sul nostro territorio, questa mobilitazione ha fatto tappa alla sede dell’Asl di Novara. Gli spazi della struttura sanitaria hanno ospitato un vero e proprio mercato contadino, animato da momenti di confronto, distribuzioni e degustazioni di prodotti locali e genuini, con l’obiettivo di sensibilizzare il pubblico contro il consumo di cibi ultra-formulati, ormai associati dalla ricerca scientifica all’insorgenza di obesità, diabete di tipo 2 e malattie cardiovascolari.
L’esigenza di una rapida inversione di tendenza sulle abitudini alimentari è pienamente confermata dai numeri. L’instant report elaborato da Coldiretti e Censis, presentato proprio in occasione del lancio dell’iniziativa, ha evidenziato come per il 97% degli italiani nutrirsi in modo sano sia considerato un fattore assolutamente essenziale per prevenire le malattie. Nonostante questa radicata consapevolezza, i consumatori faticano quotidianamente a distinguere un cibo salutare da uno dannoso. Proprio per questo motivo, l’88% dei cittadini chiede oggi di poter conoscere con assoluta trasparenza la reale provenienza di un alimento e l’esatta origine dei suoi ingredienti.
Un investimento sul futuro del Paese
I vertici territoriali dell’associazione agricola, Fabio Tofi e Domenico Pautasso, hanno ribadito con forza come gli agricoltori possano «garantire in prima persona sulla salubrità e sulla qualità dei prodotti che portano all’interno dei mercati o nelle corsie degli ospedali. Questo progetto rappresenta una grande e rivoluzionaria alleanza tra sanità, agricoltura e istituzioni, fondata sulla certezza che investire nella prevenzione significhi investire nel futuro del Paese, garantendo trasparenza ai consumatori e tutelando chi produce rispettando le norme agroalimentari più rigorose al mondo» hanno spiegato.
Un plauso e una piena condivisione di intenti sono arrivati direttamente dal direttore generale dell’Asl Novara, Angelo Penna. Accogliendo con grande favore la proposta di Coldiretti, Penna ha ricordato come «l’azienda sanitaria locale sia già fortemente impegnata in numerose e rilevanti attività di prevenzione sul territorio, sottolineando infine come una corretta alimentazione rappresenti senza alcun dubbio uno dei pilastri fondamentali per migliorare la qualità della vita di tutta la comunità novarese».








