La pista ciclabile “migrata” da Lumellogno approda a Sant’Agabio, ma l’accoglienza non è certo quella delle grandi occasioni. Anzi, si è trasformata in una vera e propria sollevazione di quartiere. Da giorni, commercianti e residenti sono sul piede di guerra contro il cantiere aperto lungo corso Milano, nel tratto compreso tra la rotonda di largo Mairati e la traversa di via Poletti. Una mobilitazione che si è già tradotta in una lettera durissima, in una raccolta firme arrivata a quota 500 adesioni e nella minaccia concreta di trascinare il comune davanti al Tar.
Lavori a sorpresa e lo spettro dei vecchi disagi
Il nodo della questione, secondo chi vive e lavora nel quartiere, è prima di tutto il metodo. I lavori sono iniziati lo scorso 10 febbraio senza alcuna comunicazione preventiva. I commercianti si sono ritrovati improvvisamente le ruspe sotto le porte dei negozi, senza aver avuto modo di discutere l’impatto di un intervento che, denunciano, «sta portando a una drastica riduzione dei parcheggi, a serie difficoltà di accesso per clienti e fornitori e a inevitabili rallentamenti su una delle arterie più trafficate della città».
Tutto questo si innesta su un tessuto urbano, quello di Sant’Agabio, già duramente provato dai lunghi disagi per i lavori al cavalcavia XXV Aprile e dalle recenti modifiche viabilistiche con i sensi unici introdotti su corso Milano e corso Trieste. Per le piccole attività che vivono del passaggio quotidiano, il nuovo assetto rappresenta un timore concreto per la sopravvivenza stessa delle imprese.
Il faccia a faccia con l’assessore
La tensione ha portato alla convocazione di un tavolo di confronto urgente. Questa mattina, una delegazione formata da Emanuela Combi (Ferrara Mobili), Emanuela Gresta (La Siciliana), Stella Qiu (bar Amico Qiu) ha incontrato l’assessore ai Lavori Pubblici, Rocco Zoccali proprio in via Casorati. Un incontro franco, per il quale i commercianti hanno ringraziato l’assessore per la disponibilità all’ascolto.
Zoccali ha aperto al confronto e ascoltato le istanze dei commercianti, ma ha anche spiegato come: «Quel progetto dobbiamo finirlo in tempi precisi, perché si tratta di un finanziamento legato al PNRR. Inoltre, questo intervento ci permette di sanare e razionalizzare una situazione complessa relativa ai parcheggi e alle auto in sosta selvaggia in quella zona di corso Milano». Zoccali ha ribadito che «non è intenzione dell’amministrazione creare un disagio a commercianti e residenti» ed è tornato in ufficio per confrontarsi con i tecnici per trovare una soluzione.
Il “doppio torto” e l’alternativa ignorata di via Casorati
Giustificazioni che, per ora, hanno fatto placare gli animi. La richiesta del comitato, tuttavia, resta irrevocabile: interrompere i lavori su corso Milano e spostare il tracciato in via Casorati. I cittadini non contestano la mobilità sostenibile in sé, ma l’assoluta mancanza di logica del tracciato attuale. «La realizzazione di questo tratto – spiegano i commercianti – è in totale contrasto con quanto originariamente pubblicato sul sito del comune e previsto dal Piano Urbano della Mobilità Sostenibile» che prevede una ciclabile in via Casorati.
Un’alternativa meno impattante che permetterebbe un collegamento strategico diretto con il parco del Terdoppio. «Aver scelto Corso Milano è un doppio torto: si penalizza la viabilità principale e si nega ai cittadini un percorso più logico e sicuro di collegamento con i servizi» hanno spiegato in rappresentanza di tutti i cittadini e i commercianti. Da qui le domande incalzanti rivolte all’amministrazione: esiste un reale studio di fattibilità per Corso Milano? Quali sono i dati sui flussi di ciclisti in quel tratto specifico? «Se l’amministrazione avesse consultato il quartiere – sottolineano – avrebbe compreso che spendere soldi pubblici per creare un disagio alla collettività è inaccettabile».
In assenza di un passo indietro formale da parte del comune, i promotori della protesta si dicono pronti ad adire le vie legali, depositando un ricorso al TAR per chiedere l’immediata sospensione del cantiere. Un argomento che sarà discusso nella riunione convocata dal portavoce di quartiere Erminio Mancin convocata per martedì 3 marzo 2026, alle 20:30 alla Pinetina Alessia.







