Elezioni provinciali congelate, a Novara è un rebus: metà consiglio potrebbe decadere

A venti giorni dall’atto che congela le elezioni provinciali previste per il prossimo autunno, tra gli amministratori i dubbi sono ancora molti. E il caso di Novara fotografa bene il problema: aspettare le comunali della primavera 2027 dovrebbe servire a rendere il nuovo Consiglio provinciale più rappresentativo, ma nel frattempo una parte consistente di quello attuale potrebbe decadere.

La questione nasce dall’orientamento adottato a inizio agosto dalla Conferenza Stato-Città e Autonomie locali su richiesta dell’Upi, l’Unione delle Province italiane. Applicando quanto previsto dalla legge Delrio, è stato stabilito che quando il turno ordinario delle elezioni amministrative interessa Comuni che rappresentano oltre il 50% degli aventi diritto al voto nelle elezioni provinciali, il rinnovo degli organi della Provincia deve essere congelato. Le elezioni vengono quindi rinviate fino a dopo le comunali e devono svolgersi entro il quarantacinquesimo giorno successivo all’ultima proclamazione degli eletti.

Una norma pensata per evitare un cortocircuito: eleggere oggi un consiglio provinciale attraverso sindaci e consiglieri comunali che pochi mesi dopo potrebbero non essere più in carica. Le Province, infatti, sono enti di secondo livello: presidente e consiglieri non vengono scelti direttamente dai cittadini, ma dagli amministratori dei Comuni del territorio.

Anche Novara rientra nel meccanismo e, allo stato attuale, il rinnovo del consiglio provinciale previsto per l’autunno dovrebbe quindi saltare e slittare alla primavera-estate del 2027, dopo le amministrative.

Ed è proprio qui che si apre il problema. Nella primavera del prossimo anno andranno al voto, tra gli altri, Novara e Borgomanero e le amministrative interesseranno amministratori che oggi occupano sei dei dodici seggi del consiglio provinciale. In pratica metà dell’assemblea di Palazzo Natta.

Che cosa succederà durante e soprattutto dopo le comunali? I consiglieri provinciali che si ricandideranno nei rispettivi Comuni ma non saranno rieletti perderanno anche il posto in Provincia. La legge è chiara su questo punto: per sedere in consiglio provinciale è necessario mantenere la carica di sindaco o consigliere comunale e la cessazione da quest’ultima determina la decadenza dalla Provincia. Il seggio vacante viene attribuito al candidato della stessa lista che segue nella graduatoria.

Il rischio, dunque, è quello di arrivare proprio nel periodo che precede il rinnovo del consiglio provinciale con un’assemblea sottoposta a un ricambio potenzialmente molto consistente. Un effetto che sta facendo emergere interrogativi non soltanto a Novara.

Il presidente della Provincia Marco Caccia conferma che al momento l’indicazione è quella di applicare il rinvio generalizzato delle elezioni provinciali interessate dalla norma. Ma la partita non viene considerata chiusa. L’Upi sta infatti sottoponendo al Governo le criticità emerse sui territori, proprio per capire come gestire situazioni nelle quali il prolungamento della durata dei consigli provinciali si incrocia con un massiccio rinnovo degli amministratori comunali.

Non è quindi ancora chiaro se l’attuale disciplina resterà così com’è oppure se nelle prossime settimane potrà essere modificata o accompagnata da ulteriori indicazioni.

Il principio alla base della norma è quello della rappresentatività: la legge prevede espressamente il rinvio quando il turno amministrativo coinvolge più del 50% degli aventi diritto proprio per fare in modo che a eleggere la Provincia siano i nuovi amministratori comunali e non quelli ormai prossimi alla scadenza.

A Novara, però, quel principio produce una situazione singolare. Le elezioni provinciali d’autunno vengono congelate in attesa delle comunali del 2027, mentre sei consiglieri provinciali su dodici saranno direttamente interessati dal voto nei propri Comuni. Chi sarà rieletto potrà proseguire; chi resterà fuori dal proprio consiglio comunale decadrà automaticamente anche da Palazzo Natta.

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Immagine di Cecilia Colli

Cecilia Colli

Novarese, giornalista professionista, ha lavorato per settimanali e tv. A La Voce di Novara ha il ruolo di direttore