Liste d’attesa a Novara: oltre 600 giorni per una colonscopia al Maggiore e visite a un anno nell’Asl

I report ufficiali della sanità novarese per i mesi estivi tracciano un quadro critico sui tempi di attesa per l’accesso a visite specialistiche ed esami diagnostici, sia per quanto riguarda le prestazioni garantite dall’Asl Novara sia per quelle erogate dall’ospedale Maggiore della Carità. Nonostante l’indicazione delle classi di priorità sulle prescrizioni, i tempi di prenotazione superano in molti casi un anno di attesa, confermando le difficoltà del sistema sanitario piemontese.

I documenti, basati sulle rilevazioni di fine luglio e inizio agosto, evidenziano forti criticità strutturali, che si sommano ad agende sospese per esaurimento dei posti disponibili e a fisiologici rallentamenti causati dalla carenza di personale medico in alcune specifiche strutture.

La fotografia del “Maggiore della Carità”

L’analisi dei tempi di attesa rilevati all’ospedale Maggiore (sui pazienti in classe di priorità “D”, per i quali il tempo standard nazionale indicherebbe l’esecuzione entro 30 giorni per le visite e 60 per gli accertamenti diagnostici) mostra ritardi particolarmente pronunciati nell’area gastroenterologica. Per sottoporsi a una colonscopia o a una sigmoidoscopia con endoscopio flessibile, l’attesa rilevata a luglio tocca i 658 giorni, un tempo di fatto vicino ai due anni. Anche per un’esofagogastroduodenoscopia l’attesa raggiunge la soglia critica dei 329 giorni.

Forti ritardi si registrano parallelamente per altre visite specialistiche di routine. La prima visita dermatologica, ad esempio, si prenota con un’attesa di 364 giorni, seguita a stretto giro dalla visita fisiatrica a 281 giorni, dall’ecocolordoppler cardiaco a riposo (361 giorni) e dalla mammografia (315 giorni per la bilaterale e per la monolaterale in due proiezioni). Un quadro decisamente meno severo e in linea con i tempi d’intervento si riscontra invece per le prime visite chirurgiche vascolari (24 giorni), neurologiche (39 giorni) e ginecologiche (39 giorni).

La mappa delle attese nell’Asl Novara: criticità sul territorio

Il report dell’Asl Novara, aggiornato ad agosto, delinea una mappa delle attese differenziata per distretti e poliambulatori, con un profondo collo di bottiglia che interessa soprattutto le strutture periferiche. In molti casi le agende risultano sature ben oltre l’anno.

La situazione si conferma particolarmente critica sul fronte della dermatologia: la prima visita specialistica richiede ben 388 giorni di attesa al poliambulatorio di Borgomanero e 374 giorni al presidio territoriale di Arona, sfiorando l’anno intero anche al poliambulatorio di Novara (371 giorni) e a Trecate (316 giorni). Disagi pesanti si registrano anche per l’oculistica. Chi tenta di prenotare una visita al poliambulatorio di Oleggio o a quello di Ghemme si scontra con un’occupazione delle agende che supera i 365 giorni, con disponibilità residua limitata alle sole classi di priorità brevi (B e U), mentre ad Arona il contatore si ferma a 372 giorni di attesa.

Non va meglio nel campo della diagnostica per immagini. Le ecografie specialistiche, come quella al collo per lo screening dei linfonodi o alla tiroide e paratiroidi, richiedono in media 361 giorni agli ambulatori divisionali di Borgomanero e tempi pressoché identici (tra i 365 e i 366 giorni) nelle sedi di Oleggio e Arona. Il record negativo spetta però al comparto dell’ecocolordoppler dei tronchi sovraortici: l’attesa ad Arona è di 353 giorni, ma la cifra schizza fino all’incredibile tetto di 437 giorni agli ambulatori di Borgomanero.

La carenza di personale e i servizi limitati

Accanto ai lunghi tempi di attesa, il report dell’Asl fa emergere l’impatto diretto della carenza di organico. In alcune strutture, come per i test cardiovascolari da sforzo (sia con pedana mobile che con cicloergometro) negli ambulatori di Borgomanero, i documenti riportano testualmente che «per carenza di personale attualmente la struttura garantisce la prestazione in classe B». Una situazione del tutto analoga si verifica per le visite neurologiche agli ambulatori divisionali, in cui vi è un’occupazione oltre i 150 giorni e risultano «disponibili le classi B e U».

Questo scenario operativo conferma le grandi difficoltà organizzative del sistema, che tenta di fare quadrato per garantire le prestazioni urgenti o a breve termine, penalizzando inevitabilmente i tempi di risposta della sanità programmata per il resto della popolazione.

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Immagine di Luca Galuppini

Luca Galuppini

25 anni, laureato con lode in Politics, Philosophy and Public Affairs all'Università degli Studi di Milano, lavora come addetto stampa.