Ondata di caldo in tutta Europa: l’OMS lancia l’allarme sui rischi legati alla salute

L’Europa si trova da ben dieci giorni sotto una cappa di calore opprimente, intrappolata in una configurazione meteorologica che non sembra dare tregua. La causa principale di questa straordinaria anomalia risiede nell’espansione e nel persistente stazionamento dell’anticiclone nord-africano. Questa enorme massa d’aria subtropicale si è spinta verso nord, bloccando le correnti atlantiche più fresche e creando una sorta di “effetto cupola” su gran parte del continente.

Il fenomeno, amplificato dal progressivo surriscaldamento del suolo e dei mari circostanti, sta spingendo i termometri a livelli estremi dalla Spagna alla Germania, con l’Organizzazione Mondiale della Sanità che ha già richiamato l’attenzione sui rischi sanitari legati a questa prolungata fiammata estiva.

Anche il Piemonte e la città di Novara stanno facendo i conti con gli effetti di questa ondata di calore. Nei giorni scorsi la situazione sul territorio novarese ha visto le temperature massime che si sono infatti attestate attorno ai 34 gradi, una soglia sicuramente elevata e accompagnata da tassi di umidità fastidiosi, ma ancora distante dal record storico assoluto per la città, che storicamente si attesta sui 37 gradi. Questa parziale tenuta rischia però di cedere proprio nelle prossime ore, a causa di un ulteriore apporto di aria calda in quota.

Il picco dell’evento atmosferico è atteso proprio nel corso di questo fine settimana. Le proiezioni dei modelli meteorologici indicano che tra sabato e domenica l’apice dell’ondata di caldo che potrebbe far impennare le colonnine di mercurio fino a lambire, o addirittura superare, il record assoluto di 37 gradi. La giornata di domenica, in particolare, si preannuncia come la più rovente dell’intero periodo.


Al di là dei picchi diurni, il vero fattore di criticità e di sofferenza per la popolazione è rappresentato dalle temperature notturne. La pianura novarese è ormai entrata nella fase delle cosiddette “notti tropicali”, in cui il termometro fatica enormemente a scendere sotto i 26 gradi anche nelle ore più tarde. L’assenza di ventilazione e l’accumulo di calore trattenuto dall’asfalto e dagli edifici generano un costante senso di malessere diffuso.

Senza il necessario refrigerio notturno, il corpo umano non riesce a recuperare dallo stress termico accumulato durante il giorno, aumentando i rischi di colpi di calore, spossatezza e disturbi del sonno, specialmente tra i soggetti più fragili come gli anziani e i bambini. Una parziale tregua, stando alle ultime tendenze, potrebbe affacciarsi solo nei primi giorni della prossima settimana grazie all’arrivo di correnti più instabili.

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