Capisco gli italiani che sono insofferenti dell’onnipresenza del Presidente dell’Ucraina Zelenski che straripa da ogni schermo tv, perfino nelle vesti dell’attore che interpretava il ruolo del Presidente dell’Ucraina in una serie Tv prima che venisse eletto e lo facesse veramente nella realtà. 

Zelenski su tutti gli schermi, in collegamento con i Parlamenti di tutto il mondo ma anche con “ Porta a Porta”, che gira un videoclip, che fa l’appello per  il televoto a Eurovision.

Il divo del giorno produce sempre un effetto saturazione , una crisi di rigetto perfino al di là del ruolo e del merito di ciò che dice.

Putin è meno presente ma in Italia lo fu molto qualche anno fa: le vacanze con Berlusconi in Italia e Russia sono stati uno dei tormentoni televisivi italiani per anni insieme a Putin che gioca con le tigri, va a caccia a cavallo a torso nudo, si batte sul tatami in veste da judoka.

Putin è un attore dal passato glorioso, Zelenski è l’uomo del momento.

La realtà è che, da quando è iniziata la guerra, Zelenski chiede a Putin di incontrarsi per cercare di fare la pace e Putin rifiuta sempre. Le trattative le svolgono personaggi di seconda fila dei due governi, i due Presidenti si battono a distanza.

Zelenski nomina spesso Putin , Putin non nomina mai Zelenski.

Per Putin Zelenski non avrebbe mai dovuto essere dove è, nelle prime ore della guerra i commandos russi avevano cercato di uccidere o catturare Zelenski , la guerra sarebbe finita quasi subito o comunque era già pronto un nuovo governo filo russo o meglio un vecchio governo filo russo , presieduto da Yanukovitch, il Presidente filo russo che per dieci anni ha governato l’Ucraina, rovesciato dalla rivolta di Euro Maidan, costretto a rifugiarsi a Mosca per sfuggire ad una condanna per aver ordinato di sparare sulla folla dei manifestanti a Kiev provocando centinaia di morti.

Zelenski è riuscito a sfuggire alla cattura, non è fuggito accettando un passaggio in elicottero dagli americani o dai francesi , come i primi giorni della guerra una certa propaganda russa voleva far credere. 

Oggi sembra addirittura che sia Zelenski a ordinare all’Europa cosa deve fare, dalle armi alle sanzioni, ma chi lo accusa di essere troppo potente è magari lo stesso che lo accusa di essere una marionetta in mano agli americani. 

Questa finora è la più grave sconfitta di Putin: un giovane uomo da poco in politica, abilissimo nella comunicazione televisiva e telematica, è riuscito a rappresentare il dramma e la strenua volontà di resistenza di un popolo intero invaso dalla seconda potenza militare del mondo. 

Chi lo voleva semplicemente cancellare non è riuscito finora nel suo intento .

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Pier Luigi Tolardo

Pier Luigi Tolardo

54 anni, novarese da sempre, passioni: politica, scrittura. Blogger dal 2001.

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