Rinascita dopo gli abusi: a Borgomanero il nuovo gruppo di ascolto. In Piemonte fondi per 900mila euro

Lasciare un compagno maltrattante o sporgere denuncia sono passi fondamentali, ma spesso da soli non bastano per guarire del tutto e ritrovare la serenità. Partendo da questa consapevolezza, a Borgomanero nasce una nuova iniziativa di sostegno dedicata alle donne del territorio che hanno vissuto o si stanno lasciando alle spalle relazioni tossiche e di violenza.

A partire dalle 19 di lunedì 2 novembre, gli spazi della Torretta Emanuela Loi ospiteranno il primo appuntamento di uno spazio protetto di ascolto e confronto. Gli incontri, della durata di un’ora e mezza, saranno guidati dalla psicologa Deborah Brumana e avranno una cadenza quindicinale. L’intento non è quello di offrire incontri isolati, ma di creare un vero e proprio percorso continuo di condivisione. Il gruppo nasce per offrire un luogo sicuro dove rielaborare i propri vissuti, confrontarsi sulle esperienze passate e acquisire gli strumenti emotivi per costruire in futuro relazioni sane e rispettose.

La partecipazione è rivolta a donne uscite da contesti di violenza (anche se hanno già affrontato un precedente supporto psicologico), a chi ha vissuto relazioni manipolatorie e a chi desidera intraprendere un cammino di rinascita con persone accomunate da esperienze simili. «Uscire dalla violenza si può, ma il percorso non finisce con la fine di una relazione o con una denuncia», hanno sottolineato i promotori, ricordando che parlarne e condividere è la chiave per riprendere in mano la propria vita. Per favorire un clima intimo e protetto, l’avvio formale del gruppo avverrà al raggiungimento di un numero minimo di 4 partecipanti.

L’iniziativa locale si inserisce in un quadro di profondo rafforzamento delle politiche di tutela a livello regionale. La giunta della Regione Piemonte ha infatti approvato i criteri di ripartizione di 890.965 euro, risorse statali assegnate attraverso il fondo per le politiche relative ai diritti e alle pari opportunità.

Il provvedimento interviene su tre ambiti strategici, a partire dallo stanziamento di 438.000 euro per la formazione permanente delle operatrici dei 23 centri antiviolenza e delle 13 case rifugio iscritti all’albo regionale. I fondi coinvolgeranno anche medici, infermieri e agenti di polizia locale per migliorare la capacità di riconoscere tempestivamente i segnali di violenza. Una seconda linea di intervento, finanziata con 416.465 euro, è destinata al contrasto alle discriminazioni legate al genere e alla disabilità, prestando particolare attenzione alle donne che vivono vulnerabilità multiple, attraverso l’attivazione della rete antidiscriminazioni dei nodi provinciali (tra cui quello di Novara).

«Ogni donna ha diritto di vivere libera dalla paura e di decidere del proprio corpo e della propria vita», ha dichiarato l’assessora regionale alle Pari Opportunità, Marina Chiarelli. «Investiamo nella formazione di chi accoglie, ascolta e accompagna le donne, perché anche una parola, una risposta o un intervento tempestivo possono cambiare il corso di una vita».

Questo nuovo stanziamento completa il pacchetto di misure avviato a inizio ottobre dalla Regione, che ha già messo a disposizione oltre 2 milioni di euro per favorire l’autonomia economica, lavorativa e abitativa delle vittime di violenza e dei loro figli, affiancati da ulteriori 2 milioni destinati al potenziamento strutturale di centri antiviolenza e case rifugio sul territorio piemontese.

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