Mario Grella

Tre piani di Nanni Moretti

Su tre piani di una elegante ma austera palazzina romana del primo Novecento, abitano tre famiglie che sembrano uscite da quadri di Felice Casorati. Sono

Roberto Calasso, Bobi

Il giorno della morte di Roberto Calasso, la sua casa editrice, Adelphi, ha pubblicato due esili volumetti: “Memé Scianca” e “Bobi”. Il primo è un

Elles font l’abstraction

Visitando la mostra del Centre Pompidou di Parigi, “Elle font l’abstraction”, ora in viaggio verso il Guggenheim di Bilbao, non ho potuto fare a meno

Damien Hirst: “Cerisiers En Fleur”

vevo prenotato la mostra prima di partire per Parigi, ma senza troppa convinzione. Trattandosi di Damien Hirst e, conoscendo la sua produzione artistica, Mo chiedevo

Mario Grella

Tre piani di Nanni Moretti

Su tre piani di una elegante ma austera palazzina romana del primo Novecento, abitano tre famiglie che sembrano uscite da quadri di Felice Casorati. Sono tre famiglie borghesi che conducono una vita tranquilla, almeno apparentemente e fino a quando sua maestà il caso non ci mette il becco. A quel

Roberto Calasso, Bobi

Il giorno della morte di Roberto Calasso, la sua casa editrice, Adelphi, ha pubblicato due esili volumetti: “Memé Scianca” e “Bobi”. Il primo è un diario sui generis, il secondo potremmo definirlo un ricordo personale del co-fondatore della casa Adelphi, ovvero Roberto Bazlen, detto “Bobi”. Non si tratta di un

“StraborDante” spettacolo di Nu Arts al Broletto

Quando John de Leo comincia a recitare in maniera, quasi completamente distorta, il primo canto della Divina Commedia, il ricordo di chi ne ha anagraficamente la possibilità, potrebbe correre a Carmelo Bene, alla Voce, alla sua concezione di Voce che fonda il Teatro. Ma la Divina commedia è un puro

“Ouverture”, Bourse de Commerce, Collection Pinault

Scriveva Walter Benjamin, nel suo diario, che quando prendeva tra le mani “Le Paysan de Paris” di Louis Aragon, non leggeva che poche pagine per timore di finirlo troppo in fretta. Beh sta capitando così anche a me mentre ho tra le mani il poderoso catalogo di “Ouverture, la Collection

Elles font l’abstraction

Visitando la mostra del Centre Pompidou di Parigi, “Elle font l’abstraction”, ora in viaggio verso il Guggenheim di Bilbao, non ho potuto fare a meno di pensare che , quando nel 1980 ho visitato a Milano “L’altra metà dell’Avanguardia”, la curatrice della mostra del Beauborug, Christine Macel, aveva undici anni.

Damien Hirst: “Cerisiers En Fleur”

vevo prenotato la mostra prima di partire per Parigi, ma senza troppa convinzione. Trattandosi di Damien Hirst e, conoscendo la sua produzione artistica, Mo chiedevo quale bizzarria avesse architettato per far parlare ancora di sé. Dopo essere diventato gallerista (ricordiamo che è di sua proprietà la Newport Street Gallery di