Mario Grella

Tra i due mondi

Pensare a Ken Loach guardando il magnifico film di Emmanuel Carrere (sì proprio lui), è fin troppo facile, direi scontato. Del resto, Loach, rimane il

Steve McQueen, “Sunshine State”

Se appartenete alla vasta categoria di persone che credono che l’arte sia in fondo un passatempo, o solo “la ricerca” del bello come dicono ministri,

Coda, i segni del cuore

Cosa hanno in comune il canto con la pesca? Poco, ma spesso proprio da questi contrasti tematici può nascere una storia che ha la sua

Limes: la Russia cambia il mondo

Se voleste affrontare la lettura delle 270 fittissime pagine dell’ultimo numero della prestigiosa rivista di geopolitica diretta da Lucio Caracciolo e, come è noto, dedicata

Arrondissement 13^

Raccontare cinematograficamente una città, utilizzando il bianco e nero, è spesso necessario, soprattutto quando la vicenda raccontata è cruda come la realtà urbana e poetica

Flee

In questi mesi, ma anche guardando ad un lasso di tempo più ampio, come gli ultimi due o tre anni, capita di imbattersi in film,

Mario Grella

Tra i due mondi

Pensare a Ken Loach guardando il magnifico film di Emmanuel Carrere (sì proprio lui), è fin troppo facile, direi scontato. Del resto, Loach, rimane il termine di paragone naturale per tutti quei registi che decidono di raccontare storie legate alla classe operaia e al proletariato urbano (perdonate i termini un

Steve McQueen, “Sunshine State”

Se appartenete alla vasta categoria di persone che credono che l’arte sia in fondo un passatempo, o solo “la ricerca” del bello come dicono ministri, sottosegretari, docenti di liceo e assessori, allora fate a meno di leggere questo pezzo e, soprattutto, fate a meno di andare all’Hangar Pirelli Bicocca per

Coda, i segni del cuore

Cosa hanno in comune il canto con la pesca? Poco, ma spesso proprio da questi contrasti tematici può nascere una storia che ha la sua ragion d’essere. Ed è così per “CODA, l segni del cuore” il bel film di Sian Herder. CODA, che è l’acronimo di “Children of Deaf

Limes: la Russia cambia il mondo

Se voleste affrontare la lettura delle 270 fittissime pagine dell’ultimo numero della prestigiosa rivista di geopolitica diretta da Lucio Caracciolo e, come è noto, dedicata interamente alla guerra che la Russia ha scatenato contro l’Ucraina, vi consiglierei di farlo partendo dalla fine. Precisamente dal saggio di Marcello Spagnulo dedicato a

Arrondissement 13^

Raccontare cinematograficamente una città, utilizzando il bianco e nero, è spesso necessario, soprattutto quando la vicenda raccontata è cruda come la realtà urbana e poetica come una storia d’amore. Pare che Jacques Audiard sia rimasto favorevolmente impressionato dal cristallino bianco e nero di “Roma” di Alfonso Cuaron, dove, guarda caso,

Francesco Chiapperini, “On bare rocks and glaciers” al Taste of jazz

L’associazione tra jazz e musica popolare non è né nuova, né cervellotica. Il jazz delle origini nasce fortemente connotato da una vena popolare ed oggi, sempre più, sembra voler rivendicare quelle origini, benché felicemente mescolate allo spirito dell’innovazione e della ricerca. Francesco Chiapperini e il suo gruppo Virginia Sutera (violino),

Il critico Riccardo Bertoncelli “osserva” il Trio Correspondences al Novara Jazz

Quando ad un concerto jazz incontro quel mostro sacro della critica musicale che è Riccardo Bertoncelli, significa che qualcosa di grosso bolle in pentola. Un po’ come se la sua presenza fosse garanzia della qualità del concerto. E così, facendo il disinvolto e chiacchierando dei tempi passati approfitto per chiedergli

Flee

In questi mesi, ma anche guardando ad un lasso di tempo più ampio, come gli ultimi due o tre anni, capita di imbattersi in film, concerti, libri, mostre, le cui tematiche ruotano attorno a grandi temi politici, ed uso “politico” naturalmente nella sua accezione più nobile. È evidente che attorno

A-Septic W. Vladimir Tarasov ospite del Novara Jazz

Sabato sera, allo spazio Nova, che ospita i concerti della stagione invernale di Novara Jazz, è stato molto emozionante ascoltare un musicista nato a Mosca, e non un musicista qualsiasi, ma una leggenda vivente: Vladimir Tarasov. Sì proprio una leggenda vivente: lo è per la sua attività di musicista e