Il nuovo Prg di Novara prende forma. «La città si prepara alle sfide del futuro, impossibile il consumo di suolo zero»

Il documento che disegnerà il volto di Novara per i decenni a venire è alle battute decisive. Il nuovo Piano Regolatore Generale dovrà trovare la difficile sintesi tra sviluppo economico, emergenza abitativa e tutela ambientale. A delineare la visione dell’amministrazione comunale è l’assessora all’Urbanistica, Marzia Vicenzi.

Il nuovo Piano Regolatore Generale è lo strumento che deciderà il volto della città per i prossimi decenni. Qual è la visione di fondo che guida la stesura di questo documento? 

«Stiamo cercando di avere meno consumo di suolo in ottemperanza alle norme europee, ma è impossibile nel 2026 fare un piano a consumo di suolo zero, perché significherebbe bloccare una città in forte evoluzione come Novara. Da qui al 2029, quando aprirà Silicon Box, ci sarà una richiesta forte di residenze e un potenziamento dell’università, quindi dobbiamo necessariamente venire incontro alle esigenze che emergeranno».

Come intende il nuovo PRG bilanciare la vocazione economica e la creazione di posti di lavoro con la reale tutela del paesaggio e lo stop al consumo di suolo vergine? 

«Le compensazioni ambientali devono poter essere fatte in città, non in terreni già agricoli. Bisogna fare in modo che questo venga fatto all’interno del perimetro urbano, come abbiamo fatto in parte nel parco dell’Agogna. La normativa regionale attualmente è stringente, ma confido nel dialogo che è già in corso con la Regione, perché bisogna cercare di portare le compensazioni in città. Ci vuole dialogo, e c’è stato, per far capire che quella può essere una parte della soluzione».

Le recenti discussioni sui progetti di riqualificazione degli spazi pubblici hanno riacceso i riflettori sull’emergenza climatica. In che modo il nuovo strumento urbanistico imporrà o incentiverà strategie di adattamento? 

«Bisogna cercare di creare dei veri polmoni nella città anche per contrastare la crisi climatica. C’è un mutamento epocale che non si può banalizzare soltanto dicendo che non serve consumo di suolo. Bisogna però anche pensare al futuro delle persone, che devono sapere dove andare a lavorare, altrimenti si amplificherà il problema sociale».

La rigenerazione urbana è il faro delle moderne direttive europee e regionali. Quali strategie specifiche e quali incentivi prevede il nuovo Piano? 

«La visione è cercare di incentivare il recupero delle aree dismesse offrendo dei bonus, come ad esempio volumetria in più o lo scomputo degli oneri, sia per il settore residenziale che per quello produttivo. Il Comune può incentivare, sapendo ovviamente che spesso le grandi aree sono in mano a privati che non sono obbligati a cederle o a intervenire».

Quali sono le tempistiche previste per arrivare all’adozione definitiva del documento e in che modo l’amministrazione intende garantire un coinvolgimento reale di associazioni, categorie produttive e comitati di quartiere nella definizione delle scelte? 

«Ci sono diversi progetti in itinere nel piano che verranno consolidati,soprattutto perché con Silicon ci sarà un indotto pesante e la città dovrà far fronte a questa esigenza. Il pubblico da solo non può farlo, deve lavorare in sinergia con gli altri attori del territorio: è tutta una catena. Sulle tempistiche stiamo lavorando per fare in modo che dopo Natale si adotti il preliminare. Stiamo selezionando degli attori e un esperto che ci possa aiutare per la pubblicità del nuovo piano e per poter organizzare gli interventi di co-progettazione con la cittadinanza e con gli stakeholders».

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Immagine di Luca Galuppini

Luca Galuppini

25 anni, laureato con lode in Politics, Philosophy and Public Affairs all'Università degli Studi di Milano, lavora come addetto stampa.