Un ricordo che non passa, un trauma che riaffiora a trent’anni di distanza e una domanda attorno alla quale si sviluppa l’intera vicenda: che cosa è successo davvero? È il punto di partenza di Lei, lo spettacolo di Cabiria Teatro che andrà in scena domani, domenica 25 ottobre, alle 17 al Teatro Don Bosco di Novara, in viale Ferrucci 33. Un appuntamento a ingresso gratuito che affronta il tema del consenso, della violenza sessuale e delle conseguenze che un’esperienza traumatica può lasciare nella vita di una persona.
La rappresentazione conclude il progetto “Novara per i Giovani Protagonisti”, finanziato dalla Regione Piemonte e promosso con il Comune di Novara come capofila, e sarà seguita da un momento di confronto tra il pubblico e la compagnia teatrale.
Al centro della storia c’è Adele. È estate, è in vacanza al lago e, con l’entusiasmo e l’ingenuità della giovinezza, è convinta di vivere il suo primo amore. Un trampolino diventa il luogo attorno al quale si concentra un ricordo destinato a segnare la sua esistenza. Trent’anni dopo, Adele torna continuamente a quell’episodio, cercando di ricostruire ciò che è accaduto e di dare un significato a una memoria che non ha mai smesso di tormentarla.
Sul palcoscenico prendono forma due versioni della stessa donna: l’Adele adulta e la ragazza di allora. Due presenze che si osservano, si sovrappongono e si interrogano, in un continuo confronto tra passato e presente. Attraverso questo dialogo, lo spettacolo esplora i meccanismi della memoria, la difficoltà di riconoscere e rielaborare una violenza e il peso che può avere, anche a distanza di decenni, un’esperienza mai completamente affrontata.
Lei è un testo di Maurizio Patella, realizzato con la collaborazione di Elena Ferrari. In scena Mariano Arenella, Erica Camiolo, Elena Ferrari, Michele Radice e Silvia Soncini.
La rappresentazione affronta contenuti sensibili legati alla violenza sessuale e, proprio per la delicatezza degli argomenti trattati, è consigliata a un pubblico adulto e consapevole.
Il pomeriggio non si esaurirà con la fine dello spettacolo. Al termine è previsto un aperitivo accompagnato da un incontro con la compagnia, durante il quale gli spettatori potranno confrontarsi sui temi affrontati in scena. L’aperitivo sarà curato dalle ragazze e dai ragazzi del CNOS-FAP di Novara.
Un’occasione per utilizzare il linguaggio teatrale come punto di partenza per una riflessione collettiva sul consenso, sulle relazioni e sulla difficoltà, spesso ancora presente, di riconoscere e raccontare la violenza.
L’ingresso è gratuito.








