Dopo anni di mostre, eventi e iniziative realizzate soprattutto in collaborazione con altre realtà culturali, la Fondazione Castello di Novara presenta una rassegna ideata e organizzata direttamente. Una nuova fase, voluta dalla presidente Maurizia Rebola, che dopo cinque anni alla guida della Fondazione punta su incontri con grandi autori, conferenze, concerti, laboratori per bambini e approfondimenti dedicati al territorio.
Una programmazione che apre anche una riflessione sugli equilibri culturali all’interno dello stesso Castello, dove da quattro anni ha sede il Circolo dei lettori. Perché, al di là delle intenzioni dichiarate, la nuova proposta della Fondazione presenta più di un punto di contatto con l’attività che il Circolo ha sviluppato in questi anni. Non soltanto nella formula degli appuntamenti, ma anche nei protagonisti e nelle collaborazioni. Un accostamento che non significa necessariamente competizione, ma che pone una questione sulla quale, durante la presentazione, sono stati chiamati a esprimersi anche il sindaco Alessandro Canelli e la presidente Rebola.
«La concorrenza permette di migliorare sempre di più» ha risposto Canelli, aggiungendo una considerazione che chiarisce la centralità attribuita dall’amministrazione comunale alla Fondazione: «Considero il Castello il vero circolo culturale della città».
Dall’ospitalità alla produzione culturale
Il cambio di passo è evidente. Negli ultimi anni il Castello ha ospitato mostre, incontri e manifestazioni, spesso realizzati attraverso collaborazioni con soggetti esterni. Tra questi il Circolo dei lettori, che ha costruito una programmazione continuativa soprattutto intorno agli incontri con gli autori, affiancati da corsi, festival, appuntamenti musicali e iniziative rivolte a pubblici diversi.
Ora la Fondazione sceglie di assumere un ruolo più diretto nell’ideazione e nell’organizzazione delle attività. «Dopo cinque anni che sono qui abbiamo fatto tanto, ma desidero mettere a sistema la nostra attività senza nulla togliere alle altre realtà culturali – ha spiegato Rebola –. Sono nati tanti progetti nuovi grazie alle fondazioni, ora vogliamo metterli in rete e organizzare direttamente noi. Siamo maturi per produrre cose nostre: non affidiamo ad altri la conduzione dei grandi talk, lo facciamo noi».
Una scelta sostenuta anche dal sindaco, che ha parlato di un «progetto di rilancio di ciò che viene già fatto», sottolineando come agli investimenti, considerevoli, destinati agli interventi strutturali debba ora accompagnarsi un rafforzamento delle attività culturali.
Un programma che incrocia quello del Circolo
La nuova rassegna si articola in quattro ambiti: incontri dedicati al territorio, laboratori per bambini e famiglie, musica e appuntamenti con grandi autori.
È soprattutto nel primo filone che emergono le continuità con esperienze già proposte in città. Tornano, per esempio, le conferenze legate alle mostre promosse dall’associazione Mets (la prossima in apertura il 31 ottobre, ndr), che negli anni hanno trovato spazio nella programmazione del Circolo dei lettori. Compaiono inoltre collaborazioni con l’Università del Piemonte Orientale con figure come Massimo Cavino, per gli approfondimenti sull’amministrazione, Augusto Ferrari per la letteratura e Giorgio Bellomo per gli incontri dedicati al mito: nomi e percorsi che, con modalità diverse, hanno già incrociato l’attività del Circolo o iniziative realizzate insieme ad altre istituzioni culturali cittadine.
Non si tratta, naturalmente, di iniziative sulle quali qualcuno possa rivendicare un’esclusiva. Ma la presenza di interlocutori già coinvolti in precedenti progetti rende evidente come la Fondazione stia costruendo la propria identità culturale anche attraverso relazioni e formule consolidate nel panorama novarese.
Il cartellone guarda inoltre al pubblico delle famiglie, con attività e laboratori per i più piccoli, e alla musica, con concerti e occasioni di approfondimento con il conservatorio Cantelli e con il Brera. Non mancano gli incontri con personalità conosciute a livello nazionale, tra cui Luca Sofri, Stefano Nazzi, Luca Bianchini e Beppe Severgnini, alcuni dei quali già ospiti di appuntamenti culturali a Novara.
Nel 2027 il programma dedicato al territorio dovrebbe ampliarsi ulteriormente, coinvolgendo università, mostre e Museo Archeologico.
La convivenza con il Circolo e il “caso Turchelli”
Intanto anche il Circolo dei lettori, con la casa madre a Torino, attraversa una fase di cambiamento, dopo il mancato rinnovo dell’incarico a Paola Turchelli, per anni responsabile della sede novarese. Una novità che, almeno temporalmente, coincide con la scelta della Fondazione di assumere un ruolo più diretto nella programmazione culturale.
Anche perché la storia delle due realtà è strettamente intrecciata. Fu proprio Rebola, insieme a Turchelli, a favorire l’arrivo del Circolo dei lettori a Novara. E Turchelli, pur non avendo più un incarico al Circolo, continua a collaborare con la Fondazione Castello.
Un rapporto che la presidente ha voluto ricordare rispondendo alla domanda sulla possibile concorrenza tra le due programmazioni: «Mille anni di vita al Circolo e mille anni di vita al Castello – ha dichiarato rebola –. Al di là delle polemiche politiche e partitiche, ben vengano tante iniziative culturali, con una cultura accessibile a tutti». Rebola ha inoltre richiamato la propria esperienza trentennale nel settore, ricordando come spesso siano gli stessi autori a cercarla per proporre incontri e collaborazioni, e ha sottolineato l’importanza del rapporto con la libreria Lazzarelli.
La questione, dunque, non è stabilire a chi appartengano gli autori, le idee o le collaborazioni, ma osservare come si stia modificando l’offerta culturale cittadina. Il Circolo dei lettori mantiene la propria identità e la propria programmazione, mentre la Fondazione Castello rivendica un ruolo sempre più autonomo nell’organizzazione degli eventi.
Il Castello, insomma, cambia passo e rivendica un ruolo da protagonista nella vita culturale cittadina. Una scelta che amplia l’offerta e ridisegna, almeno in parte, gli equilibri di uno spazio nel quale negli ultimi anni sono cresciute esperienze e collaborazioni diverse.








