Sono 6.070 i contratti di lavoro programmati per il mese di ottobre 2026 dalle imprese del quadrante dell’Alto Piemonte. Un volume che rappresenta il 19,2% delle entrate complessive previste a livello regionale, in lievissima flessione, con un calo di 10 unità rispetto allo stesso periodo dello scorso anno.
La fotografia scattata dal bollettino mensile del sistema informativo Excelsior restituisce l’immagine di un mercato accomunato da forti criticità strutturali. In tutte e quattro le province, la percentuale di contratti a termine supera nettamente il 72%, a fronte di una domanda di occupazione espressa da un numero molto ristretto di aziende (tra il 15% e il 18,5% del totale). Il disallineamento tra domanda e offerta si conferma marcato: la difficoltà di reperimento del personale oscilla tra il 38,9% e il 46,5%, complice la stringente richiesta di un’esperienza professionale specifica nel settore, che le imprese esigono in una forbice che va dal 55% al 64% dei casi.
Analizzando nel dettaglio le singole realtà territoriali, la provincia di Novara assorbe la metà dell’offerta di lavoro del quadrante con 3.000 entrate, pur registrando una contrazione di 190 unità rispetto al 2025. Solo il 21% dei contratti proposti è stabile (a tempo indeterminato o apprendistato), mentre il restante 79% è a termine. Oltre la metà delle assunzioni (53%) avverrà in aziende con meno di 50 dipendenti, con una difficoltà di reperimento candidati stimata al 45%. A trainare la domanda novarese sono i servizi di alloggio e ristorazione (20%), seguiti dal commercio (15%) e dai servizi alla persona (9%), con il 34,4% dei posti riservato agli under 30.
Spostando l’attenzione sulla provincia di Vercelli, a fronte di 1.140 entrate programmate si registra un lieve incremento (+30) rispetto all’anno precedente. Anche in questo territorio domina il precariato lavorativo, con l’80% delle entrate a tempo determinato. La difficoltà a trovare candidati è leggermente inferiore rispetto al resto del quadrante (39%), mentre i giovani sotto i 30 anni rappresentano il target per il 32,8% delle offerte. Il settore primario per le assunzioni si conferma il commercio (26%), staccando turismo e ristorazione (17%).
Il mercato del lavoro nella provincia di Biella (1.050 entrate) presenta invece la crescita maggiore di offerte (+110 sul 2025) e il tasso di stabilizzazione contrattuale più alto del quadrante, con il 28% di posti fissi o apprendistato contro un 72% a termine. A fronte di una difficoltà di reperimento che tocca il 46%, la storica vocazione industriale biellese si fa sentire in modo netto: il 19% delle entrate riguarda infatti le industrie tessili, dell’abbigliamento e calzature, seguite da ristorazione e alloggio (17%) e commercio (15%).
Infine, il territorio del Verbano-Cusio-Ossola, pur presentando il volume assoluto minore con 880 entrate (in crescita di 40 unità sul 2025), sconta la più marcata vocazione turistica dell’area. Il 78% dei contratti offerti è a termine e la difficoltà di trovare candidati si attesta al 46%. Ben il 24% delle assunzioni programmate è assorbito dalla filiera di alloggio e ristorazione, seguita dal commercio al 18%. Il Vco si distingue inoltre per essere la provincia con la percentuale più alta in assoluto di posti destinati alla fascia di età al di sotto dei 30 anni (37,3%).








