Basilica di San Gaudenzio, grondaie ripulite e tetti rifatti. Ora tocca allo Scurolo dove piove dentro

Si sono conclusi nei giorni scorsi i lavori di pulizia delle grondaie della basilica di San Gaudenzio, un intervento di manutenzione che, secondo quanto riferito dalla Fabbrica Lapidea, non veniva effettuato da trent’anni. Le operazioni, commissionate dalla stessa Fabbrica Lapidea a EdiliziAcrobatica di Milano, sono costate circa 20 mila euro, interamente finanziati attraverso fondi straordinari stanziati dal Comune di Novara, proprietario del complesso monumentale.

I lavori hanno riguardato la pulizia completa dei canali di gronda e una serie di interventi puntuali sulla copertura, con la sistemazione dei coppi rotti o danneggiati. Le operazioni sono durate circa dieci giorni lavorativi e sono state eseguite utilizzando la tecnica della doppia fune di sicurezza, che ha consentito agli operatori di raggiungere anche i punti più difficili senza ricorrere a ponteggi e senza interrompere l’accesso dei fedeli e dei visitatori alla basilica.

Un intervento circoscritto, ma particolarmente delicato per il valore storico e architettonico dell’edificio e soprattutto importante per prevenire infiltrazioni e danni alle strutture.

«Prendersi cura del complesso monumentale di San Gaudenzio significa tradurre in azioni concrete la responsabilità di custodire il luogo identitario della nostra città – afferma Matteo Caporusso, presidente della Fabbrica Lapidea –. Questo intervento è reso possibile grazie alle risorse stanziate dal Comune di Novara, proprietario del complesso, che ringrazio per l’attenzione e la sensibilità dimostrate nei confronti della sua conservazione. La pulizia dei canali di gronda e la sistemazione dei coppi danneggiati possono apparire interventi ordinari, ma sono fondamentali per prevenire problemi più seri e garantire nel tempo la tutela del monumento».

L’intervento si inserisce in un programma più ampio di manutenzione e valorizzazione del complesso di San Gaudenzio, che comprende basilica, campanile e cupola. «Tutti i fondi impiegati arrivano dal Comune – spiega Caporusso –. Abbiamo già investito 180 mila euro per il rifacimento dei tetti alti. Inoltre abbiamo eliminato la biglietteria al piano terra del campanile, trasferendola accanto alla Cappella di san Giorgio, mentre la sede della Fabbrica Lapidea è stata spostata al piano superiore, in spazi ristrutturati per una superficie di circa 150 metri quadrati».

Resta però ancora un intervento da affrontare. «Ora manca il rifacimento del sottotetto dello Scurolo, dove ci sono infiltrazioni d’acqua – sottolinea il presidente –. Per risolvere il problema serviranno circa 30mila euro». Un’ulteriore opera necessaria per garantire la conservazione di una delle parti più preziose del complesso monumentale.

Sulla particolarità delle tecniche utilizzate interviene anche Andrea Gigliotti, responsabile dell’area di Novara di EdiliziAcrobatica: «Quando lavoriamo su un edificio che ha un valore storico e simbolico così importante per una città, la priorità è intervenire con il massimo rispetto dell’esistente. La nostra metodologia ci consente di raggiungere in modo diretto e preciso le aree interessate, contenendo l’impatto del cantiere e lavorando in sicurezza anche nei punti più difficili da raggiungere. È proprio in contesti come questo che le caratteristiche dell’edilizia su fune possono offrire un contributo particolarmente efficace».

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Immagine di Cecilia Colli

Cecilia Colli

Novarese, giornalista professionista, ha lavorato per settimanali e tv. A La Voce di Novara ha il ruolo di direttore