Piazza Martiri, tra radici vietate e fontane raddoppiate: il progetto trova la quadra

C’è stato un tempo in cui, per costruire il Canale Cavour a colpi di pala e piccone, ci vollero esattamente due anni e nove mesi. Lo ha ricordato, con amara e geniale ironia, il consigliere della Lega Gaetano Picozzi durante l’ultima puntata della saga amministrativa più seguita in città: il restyling di Piazza Martiri. Un’epopea burocratica che oggi, finalmente, registra una svolta definitiva, non senza aver prima elargito lezioni di botanica e regalato inaspettati siparietti politici.

Il sindaco Alessandro Canelli ha infatti svelato il volto finale del salotto buono di Novara, al termine di un estenuante braccio di ferro (poi trasformatosi in un compromesso storico) con il convitato di pietra di ogni opera pubblica italiana: la Soprintendenza.

La statua traballante e il mistero delle radici “fittonanti”

La cronistoria tracciata dal primo cittadino è degna di un thriller urbanistico. Fin dal novembre 2025, l’amministrazione aveva un mantra: “verde e acqua”. Il progetto originale prevedeva due filari di alberi sul portico del Coccia e un filare lato strada, con una bella aiuola circolare in mezzo. Poi, però, sono partiti gli scavi.

La Soprintendenza ha alzato il cartellino rosso: l’aiuola circolare avrebbe stravolto l’assetto storico di quella ottagonale ma, soprattutto, le operazioni di scavo a ridosso del monumento avrebbero rischiato di generare un’instabilità della statua. Per evitare che l’eroe equestre finisse a terra, il Comune si è fermato e ha ridisegnato tutto. Niente vasche in un solo punto, ma fontane raddoppiate: l’elemento “acqua” non sarà solo verso il Borsa, ma anche verso il Castello.

E poi c’è stata la grande lezione di botanica: addio ai lecci previsti. Essendoci le antiche mura nel sottosuolo, la Soprintendenza ha vietato alberi con radici “fittonanti” (ovvero quelle che scendono dritte e profonde come un fittone). Un termine tecnico che ha arricchito il vocabolario di mezza giunta, Picozzi in primis. A completare il quadro, via Coccia sarà interamente ripavimentata in porfido.

I conti in tasca: quanto costa e quando finisce

A riportare tutti sulla terra ci ha pensato l’esponente dell’opposizione Nicola Fonzo, chiedendo lumi sulle differenze tra il progetto andato a gara e quello reale, oltre a domandare garanzie su costi e tempi.

La risposta di Canelli è stata categorica: non ci sono aggravi di spesa e il cronoprogramma non slitta. Il “timing” è confermato in 10-11 mesi di cantiere. Il conto finale recita 3,5 milioni di euro per i due lotti: 1,5 milioni sono già coperti da Fondazione CRT, mentre per i restanti 2 milioni (al netto dei ribassi d’asta) il Comune sta partecipando a bandi esterni, nel tentativo di non gravare sulle casse municipali.

L’attacco agli ambientalisti e l’inaspettato assist di Iacopino

Ma se l’urbanistica trova pace, la politica regala alleanze trasversali inaspettate. Il sindaco si è infatti tolto un macigno dalla scarpa, lanciando un attacco frontale agli ambientalisti, colpevoli a suo dire di aver animato polemiche pretestuose per tutta l’estate. «Le loro polemiche sono animate dal bisogno di visibilità – ha tuonato Canelli – Sapevano benissimo che stavamo progettando la piazza e avevamo spiegato più volte che volevamo inserire verde e acqua. Se prima di andare sui giornali venissero a chiedere, sarebbe più facile. Sono io che mi lamento del loro metodo».

A sorpresa, a dare quasi ragione al sindaco è arrivata la sponda del Movimento 5 Stelle. Il consigliere Mario Iacopino ha infatti preso le distanze dal polverone ecologista, frenando gli ardori estivi: «È vero che a Novara il verde manca, ma questa estate ci sono state davvero troppe polemiche. Il verde non va messo necessariamente e per forza in piazza». Un’inaspettata sintonia con l’amministrazione, condita però da una stoccata sul metodo: «Avrei voluto molta più partecipazione fin dall’inizio. Sono usciti disegni, progetti, articoli a spizzichi e bocconi: una maggiore trasparenza sarebbe stata utile proprio per evitare il nascere di tutte queste polemiche».

Tra radici vietate, fontane moltiplicate e ambientalisti finiti nel mirino (con il benestare dei 5 Stelle), il sipario su Piazza Martiri si è finalmente alzato. Ora non resta che far partire il cronometro: il Canale Cavour osserva e attende.

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Immagine di Luca Galuppini

Luca Galuppini

25 anni, laureato con lode in Politics, Philosophy and Public Affairs all'Università degli Studi di Milano, lavora come addetto stampa.