Una vittoria e una sconfitta per il Novara Football Club in queste prime due uscite stagionali, che sono valse agli azzurri il passaggio del turno in Coppa Italia e il primo KO in Serie C con la Juventus Next Gen. Ma la nuova stagione del Novara è solo agli inizi, con la società che traccia intanto le linee guida per questa nuova annata nella presentazione della squadra 2026/27 nella cornice del castello cittadino.
Dirigenza e istituzioni a tracciare la linea
«Sono tre anni vissuti alla grande, insieme a una proprietà perbene e con un direttore sportivo che è piena espressione dei suoi intenti», ha esordito Antonio Stinà, direttore del Novara. Tre anni di impegno e lavoro continuo, ma che hanno anche dato a Stinà tante soddisfazioni: «Rifarei tutto, a partire da quel messaggio sull’interessamento per questo club. Questo sarà ancora un anno importante, anche se non possiamo parlare di anno zero, perché il nostro direttore sportivo deve ancora smaltire un carico importante. Ma c’è la volontà di continuare e insistere».
Pensieri condivisi anche da Fabio Boveri, presidente del club azzurro: «Anche noi rifaremmo tutto, anche se ora non serve guardarsi indietro ma proiettarsi sempre verso il futuro. Abbiamo bisogno di tutti, a partire dai nostri tifosi che ci supportano in ogni partita, perché soltanto tutti insieme possiamo continuare a crescere, imparando dagli sbagli e puntando a obiettivi sempre più importanti».
Arrivando poi gli auguri anche del sindaco di Novara Alessandro Canelli: «Come molte realtà abbiamo affrontato il fallimento, riuscendo però a tornare dopo un solo anno tra i professionisti, cosa non da tutti. Abbiamo avuto una grande fortuna, e sappiamo tutti quanto la Lega Pro sia un campionato difficile da affrontare. Ringrazio la famiglia Boveri a nome della città. Per questa stagione mi auguro che la squadra dia tutta sé stessa, per far sì che con il calcio si abbia qualcosa di nuovo che può crescere in questa città».
Mercato e nuova squadra: i protagonisti del Novara 2026/27
Cii si avvicina poi sempre di più al campo, con l’intervento di Federico Boveri, direttore sportivo azzurro: «Siamo pronti e carichi per affrontare questa nuova stagione e rifarci dopo la scorsa. Stiamo mettendo su un gruppo importante, di ragazzi con fame e con voglia, e che soprattutto sanno cosa significa rappresentare questa città. Abbiamo messo dentro persone prima che professionisti, e questo credo sia molto importante».
Sul mercato, invece, possiamo aspettarci ancora qualcosa: «I trasferimenti chiudono il 1° settembre, stiamo lavorando. Numericamente è normale che qualcuno ci dovrà lasciare, anche se dispiace sempre perché sono tutti ragazzi per bene. Poi, sicuramente, arriverà qualcun altro».
Mercato da una parte, vivaio dall’altra. Il nuovo corso del Novara punterà infatti anche sui giovani cresciuti in casa, come ha sottolineato Massimo Gardano, responsabile del settore giovanile del club: «Un grazie alla società per la fiducia che ha dimostrato nel lavoro mio e dei miei assistenti. L’obiettivo è semplice: vedere un giovane cresciuto in questo settore giovanile esordire in prima squadra. Poi, se è anche novarese, tanto meglio!»
Un primo passo è l’istituzione della nuova squadra U18:«Abbiamo notato che il salto dall’U17 alla Primavera creava difficoltà a molti. Per evitare di perdere capitale umano, allora, abbiamo deciso di creare una categoria che potesse fare da cuscinetto».
A presentare la prossima stagione c’è invece il nuovo allenatore del Novara Alessandro Birindelli: «Siamo un gruppo ambizioso, e questo è qualcosa che ti porta a lavorare tantissimo. Per me è uno dei pregi più importanti di tutti». Un lavoro che serve soprattutto a rodare i meccanismi di un nuovo sistema di gioco e di un nuovo gruppo: «C’è ancora tanto da fare, senza dubbio, ma credo che siamo sulla buona strada. Alla lunga tutto il duro lavoro darà i suoi frutti».
A chiudere la serata le parole dei giocatori azzurri, su tutti il capitano Roberto Ranieri: «Stiamo lavorando bene per i nostri obiettivi, su tutti vincere la prima in casa contro la Folgore Caratese».








