Riso, il raccolto parte in anticipo. Ma nel Novarese la siccità pesa meno del 2022

Siccità, costi di produzione in forte aumento e prezzi del risone in caduta. La risicoltura novarese si prepara a un raccolto anticipato e probabilmente meno abbondante, anche se la situazione appare meno grave rispetto alla crisi del 2022. A tracciare il quadro è stato Umberto Rolla presidente dell’Ente Nazionale Risi, durante la presentazione della 38esima Giornata della risicoltura novarese, in programma giovedì 3 settembre.

«Est Sesia ha deciso di introdurre le turnazioni dell’acqua e si prevede una produzione inferiore – ha spiegato Rolla – ma la crisi è meno pesante rispetto a quella vissuta quattro anni fa». La siccità, però, rappresenta soltanto uno dei problemi con cui devono confrontarsi le aziende: il costo del gasolio agricolo è aumentato del 45%, quello dei fertilizzanti del 38%, mentre i prezzi riconosciuti per il risone sono crollati.

Il caldo ha inoltre accelerato la maturazione. I primi raccolti sono attesi già all’inizio di settembre, circa dieci giorni prima rispetto al calendario abituale. Nel Novarese tra il 70 e l’80% delle superfici è stato seminato in asciutta, una tecnica che consente di ridurre l’utilizzo iniziale dell’acqua ma che, secondo Rolla, deve trovare un equilibrio con la tradizionale coltivazione in sommersione.

I danni non sono distribuiti in modo uniforme. Le maggiori difficoltà si concentrano nell’Alto Novarese, nelle aree oltre il Canale Cavour e nella zona di Isarno. Nel resto della provincia la gestione coordinata della risorsa idrica ha permesso finora di contenere le perdite.

A sottolinearlo è stata anche l’imprenditrice agricola Paola Battioli: «C’è una grande incertezza per il futuro del settore. A oggi abbiamo perso pochi ettari, ma questo è stato possibile grazie al lavoro organizzato tra Est Sesia e gli agricoltori». Le turnazioni, cominciate il 3 giugno, avrebbero potuto avere conseguenze molto più pesanti. «La collaborazione ha consentito di non sprecare acqua. Bisogna continuare a creare connessioni e portare avanti il lavoro fatto finora».

Il quadro nazionale delle superfici coltivate mostra una sostanziale stabilità, ma con forti cambiamenti tra le diverse varietà. Secondo le stime dell’Ente Nazionale Risi aggiornate al 21 luglio, nel 2026 gli ettari coltivati sono 233.500, circa 1.200 in meno rispetto ai 234.732 del 2025, con una flessione dello 0,5%.

Dietro questo dato quasi immobile si nasconde però una profonda trasformazione. Crescono soprattutto i risi tondi, passati da 56.820 a 77.550 ettari, con un incremento del 36,5%. Aumentano anche Arborio e varietà simili, del 14,8%, e Carnaroli e similari, del 18,1%. Calano invece i risi medi, quasi dimezzati, e diverse varietà lunghe: il gruppo Roma-Baldo perde il 40,1%, mentre il Lungo B arretra del 13,9%.

«Il settore sta attraversando cambiamenti importanti, legati anche alle dinamiche del mercato internazionale – ha osservato il presidente della Provincia Marco Caccia –. Incontri come questo possono essere utili per affrontarli. L’obiettivo deve essere quello di offrire prodotti provenienti da una filiera controllata».

Per il vicepresidente della Provincia Andrea Crivelli, l’estate particolarmente calda «ha messo ancora più chiaramente in luce le necessità del settore», sulle quali sono già in corso interventi e approfondimenti.

La 38esima Giornata della risicoltura novarese si svolgerà il 3 settembre con ritrovo alle 13.45 nel parcheggio dell’istituto agrario Bonfantini. Il programma prevede visite nelle aziende agricole di San Pietro Mosezzo e Casalino, dove saranno presentate prove varietali, di difesa e nutrizionali. L’Università Cattolica del Sacro Cuore di Piacenza, insieme all’Ente Nazionale Risi, illustrerà inoltre il progetto internazionale Icoshells dedicato alla salute del suolo.

Alle 17.15, alla cascina Motta di San Pietro Mosezzo, si terrà il confronto sulle principali problematiche della risicoltura, con rappresentanti delle istituzioni, delle organizzazioni agricole, di Est Sesia e dell’Ente Nazionale Risi. Un appuntamento che quest’anno arriva alla vigilia di una raccolta segnata dall’incertezza: l’acqua è stata gestita meglio rispetto al 2022, ma tra rese più basse, costi elevati e prezzi in discesa, per le aziende i conti restano difficili.

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Immagine di Cecilia Colli

Cecilia Colli

Novarese, giornalista professionista, ha lavorato per settimanali e tv. A La Voce di Novara ha il ruolo di direttore