Radici Chimica, Nastri replica a Ugl e attacca Nieli: «Dica cosa ha fatto prima della crisi»

Lo scontro sulla crisi Radici Chimica si sposta apertamente sul terreno politico. Dopo il durissimo attacco dell’Ugl ai parlamentari novaresi della maggioranza, il senatore di Fratelli d’Italia Gaetano Nastri replica direttamente a Maurizio Nieli, segretario Ugl oltre che dipendente dello stabilimento ed ex esponente dello stesso partito. Una circostanza che rende ancora più evidente il retroscena politico della polemica esplosa intorno ai 140 posti di lavoro dichiarati in esubero.

«Quando sono in gioco 140 posti di lavoro e il futuro di altrettante famiglie, servono serietà, responsabilità e soprattutto risultati. Non c’è bisogno di andare sui giornali per dimostrare di occuparsi di una vertenza così delicata», afferma Nastri, respingendo l’accusa di immobilismo rivolta dall’Ugl ai parlamentari novaresi di centrodestra.

Il comunicato sindacale era stato firmato dal segretario provinciale dei Chimici Ugl Maurizio Nieli insieme al segretario generale provinciale Giuseppe Lentini. Nel documento si denunciava «l’inquietante e assordante silenzio della politica parlamentare novarese» di fronte alla crisi della Radici Chimica e si invitavano gli esponenti della maggioranza a uscire dal «torpore» prima della scadenza della procedura prevista a gennaio.

Nastri sostiene invece di conoscere bene la situazione e di essersi già attivato, pur senza rendere pubblici i singoli passaggi: «Sono in contatto diretto con diversi lavoratori dello stabilimento, con alcuni dei quali ho rapporti personali da molti anni. Ho inoltre interlocuzioni con rappresentanti sindacali interni all’azienda e con chi sta seguendo direttamente l’evolversi della vertenza. Parallelamente mi sto muovendo attraverso i canali istituzionali competenti e nelle necessarie interlocuzioni con il Governo».

Il senatore rivendica una scelta precisa: lavorare lontano dai riflettori fino a quando non vi siano risultati concreti da annunciare. «Non ho reso pubblico ogni contatto, ogni telefonata o ogni confronto perché preferisco lavorare e parlare quando ci sono elementi concreti da comunicare. Il fatto che un’attività non venga raccontata quotidianamente sui giornali non significa che quell’attività non esista».

Come esempio cita la vertenza Alexander McQueen, conclusa con un accordo che ha migliorato le condizioni inizialmente prospettate ai dipendenti: «Il lavoro svolto con il Ministero del Lavoro, la Regione Piemonte, il Comune di Novara, l’azienda e le organizzazioni sindacali ha consentito di raggiungere un accordo. Anche allora ho preferito lavorare insieme agli altri soggetti coinvolti piuttosto che annunciare pubblicamente ogni singolo passaggio».

La replica, però, non si limita a difendere l’attività istituzionale. Nastri distingue esplicitamente l’Ugl dall’iniziativa del suo rappresentante e indirizza contro Nieli un attacco personale e politico altrettanto duro: «Ho grande rispetto per le organizzazioni sindacali e per chi ogni giorno rappresenta concretamente i lavoratori. Proprio per questo tengo a distinguere il ruolo del sindacato dall’iniziativa personale di Nieli».

Poi l’affondo: «Trovo singolare che proprio Nieli oggi ritenga di poter impartire lezioni su questa vicenda. Conosce da anni quella realtà aziendale e, prima di accusare gli altri di immobilismo, dovrebbe forse spiegare quando si è accorto della gravità della situazione e quali iniziative abbia assunto per tempo per evitare che si arrivasse a questo punto. Le crisi industriali non nascono il giorno in cui viene formalmente aperta una procedura».

Parole che trasformano definitivamente il confronto in un regolamento di conti anche interno all’area della destra novarese. Nieli, oltre a ricoprire un ruolo nell’Ugl, lavora infatti alla Radici Chimica e in passato ha militato in Fratelli d’Italia. Il suo attacco ai parlamentari della maggioranza, con il contemporaneo riconoscimento dell’iniziativa assunta dal deputato del Partito Democratico Federico Fornaro, aveva già creato un evidente cortocircuito politico.

Nastri accusa quindi il sindacalista di aver cercato visibilità attraverso la vertenza: «Dispiace che abbia scelto di trasformare una vicenda tanto delicata in un attacco personale a mezzo stampa. Considerato il ruolo che ricopre e la conoscenza che ha da anni di quella realtà aziendale, sarebbe più utile contribuire alla ricerca di soluzioni, anziché cercare visibilità attraverso una polemica che non aggiunge nulla alla tutela dei lavoratori».

Il senatore assicura che non intende proseguire lo scontro, pur affidando alla conclusione un’ultima stoccata: «Continuerò a parlare direttamente con i lavoratori, con le rappresentanze sindacali, con le istituzioni e con il Governo. L’unico risultato che mi interessa è tutelare il maggior numero possibile di posti di lavoro e salvaguardare un presidio industriale importante per Novara. I lavoratori hanno bisogno di risposte concrete. Alla fine saranno i fatti a dire chi ha fatto davvero la propria parte».

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Immagine di Cecilia Colli

Cecilia Colli

Novarese, giornalista professionista, ha lavorato per settimanali e tv. A La Voce di Novara ha il ruolo di direttore