La visita di papa Leone XIV al Meeting di Rimini ha lasciato il segno anche tra i tanti novaresi presenti. Per alcuni è stato il primo incontro con un Pontefice in questa cornice, per altri il richiamo a esperienze vissute più di quarant’anni fa. Nei racconti raccolti al termine della giornata tornano soprattutto l’emozione, il senso di responsabilità e alcuni passaggi del messaggio del Papa: l’unità, il dialogo, la vita quotidiana e l’appartenenza alla chiesa cattolica.
Molti erano arrivati a Rimini anche in vista della visita di Leone XIV, per poi ripartire già nella giornata di domenica. Tra loro Andrea Crepaldi, responsabile della comunità di Comunione e Liberazione di Novara: «La visita del Papa mi ha molto commosso e mi ha colpito in particolare come anche Leone fosse emozionato per l’accoglienza ricevuta – racconta –. L’ho vissuto come l’incontro con un padre che vuole bene alla nostra realtà e ci ha esortato sulla strada della comunione e dell’unità. E ha letto nel Meeting un’esperienza di ascolto, dialogo e cultura che è per tutti».
Per Crepaldi non era la prima volta. Il ricordo torna al 1982, quando al Meeting arrivò Giovanni Paolo II: «Ero un ragazzino ed ero qui con la mia famiglia. Già allora percepii quella tensione che mi ha portato a seguire quasi tutte le edizioni».
A quella visita partecipò anche Marcella Biavaschi. «Ero proprio agli inizi del mio cammino e, se ancora sono qui, devo molto a quell’incontro», ricorda. Negli anni è tornata a Rimini con il marito Aurelio Mantegazza, poi con i figli e infine con i nipoti. Oggi entrambi sono responsabili del Banco Farmaceutico di Novara e Vco.
Anche per loro l’incontro con Leone XIV è stato un momento particolarmente significativo: «Una giornata storica, di grande emozione e responsabilità, nella quale il Papa ci ha lasciato un messaggio di ripartenza e uno sguardo positivo sulla Chiesa».
Un punto di osservazione diverso è stato quello di Davide Cerina, impegnato nel Banco Alimentare, che ha seguito il passaggio del Pontefice proprio dallo stand dell’associazione. «Dopo l’emozione – racconta – sono rimasto colpito soprattutto da due richiami: quello ad amare la Chiesa e quello a riconoscere che Dio ci porta a crescere nei rapporti della vita di tutti i giorni».
Tra i novaresi presenti anche Gentian Beqo, che lega la propria esperienza personale e di fede alla partecipazione al Meeting. «Le mie origini sono albanesi e ho incontrato la chiesa attraverso il movimento di Cl. Da allora ho sempre partecipato al Meeting. Vedere e ascoltare qui il Papa mi ha suscitato una forte commozione e mi ha confermato nel mio percorso di fede».







