Siccità e grandine, indicazioni contraddittorie sui ristori. Rossi e Paladini attaccano la Regione: «Servono risorse e impegni chiari»

Quali risorse potranno davvero ottenere gli agricoltori novaresi messi in ginocchio prima dalla siccità e poi, nell’Alto Novarese, dalla violenta grandinata del 7 agosto? A distanza di pochi giorni dalle indicazioni fornite ai sindaci dagli assessori regionali Paolo Bongioanni e Daniela Cameroni, il quadro tracciato dall’assessore all’Ambiente Matteo Marnati apre nuovi interrogativi sulle procedure e soprattutto sui ristori. E il tema diventa inevitabilmente terreno di scontro politico.

Sul fronte della siccità, ieri La Voce aveva posto direttamente a Marnati la questione delle risorse. Alla domanda se fossero previsti fondi regionali e quale fosse lo stanziamento, Marnati aveva risposto annunciando la richiesta dello stato di calamità. Oggi, in un’intervista a La Stampa, l’assessore precisa invece che la Regione «non mette fondi per queste criticità» e arriva a definire sostanzialmente inutile la procedura per il riconoscimento dello stato di calamità che Coldiretti ha chiesto a 32 Comuni del Novarese di avviare.

«I Comuni facciano pure, ma tanto è una procedura che non serve più a niente», afferma Marnati, spiegando che si tratterebbe di una procedura ormai superata. Secondo l’assessore, per i danni provocati dalla siccità la strada da seguire è quella del fondo nazionale AgriCat, al quale aziende ed enti possono rivolgersi autonomamente e attraverso il quale sarebbe possibile ottenere ristori fino al 35% dei danni subiti.

Una posizione sulla quale il consigliere regionale e segretario piemontese del Pd Domenico Rossi solleva un primo interrogativo. Il 3 agosto la stessa giunta regionale aveva infatti dichiarato lo stato di emergenza di rilievo regionale per la crisi idrica e gli incendi boschivi, definendo quel provvedimento il presupposto amministrativo necessario per avviare le procedure finalizzate all’utilizzo delle risorse disponibili per la gestione dell’emergenza e il sostegno ai territori colpiti.

«Se l’unica soluzione è il fondo nazionale AgriCat, a cosa serve il provvedimento del 3 agosto? Solo ad avere titoli sui giornali?», domanda Rossi.

Ma il nodo più intricato riguarda la grandinata del 7 agosto, che ha devastato in particolare i vigneti delle colline del Sesia. Nei giorni scorsi, durante l’incontro con i sindaci dei territori colpiti, gli assessori regionali Paolo Bongioanni e Cameroni avevano indicato la possibilità di ricorrere agli strumenti previsti dal decreto legislativo 102/2004: i Comuni avrebbero raccolto le segnalazioni dei danni e la Regione avrebbe successivamente chiesto al Governo una deroga per consentire l’accesso agli aiuti anche per le colture. Sul buon esito della richiesta si era impegnato pubblicamente anche il senatore Gaetano Nastri.

Nelle dichiarazioni rese oggi, Marnati indica invece per la grandine due strumenti: le assicurazioni per i danni alle produzioni e un fondo regionale destinato esclusivamente ai danni alle strutture, come stalle, impianti e reti antigrandine. Nessun riferimento, dunque, alla deroga alla 102/2004 prospettata pochi giorni fa.

È proprio su questa distanza tra le indicazioni provenienti dalla stessa giunta che Rossi concentra l’attacco politico: «Marnati dichiara questo perché non ha parlato con i colleghi o perché la procedura per la deroga è già stata silenziosamente abbandonata? Sarebbe utile saperlo».

Il consigliere regionale sottolinea inoltre che le assicurazioni coprirebbero il danno derivante dalla mancata produzione di uva, ma non le conseguenze economiche legate alla mancata commercializzazione del vino. «Siamo di fronte a un capolavoro di comunicazioni contraddittorie – afferma – di cui certamente non hanno bisogno sindaci e imprenditori».

Alla polemica regionale si aggiunge quella provinciale. Sara Paladini, consigliera provinciale e comunale del Pd e lei stessa tra i viticoltori colpiti dalla grandinata, ha chiesto la convocazione urgente di consiglio.

«In questa girandola di dichiarazioni smentite dai fatti pesa l’assordante silenzio del presidente Cirio – afferma Paladini –. Questa gestione sta creando una confusione inaccettabile e gravissima per i produttori agricoli, per le associazioni di categoria come Coldiretti che si stanno prodigando per cercare di mitigare i danni e per i Comuni che, con poco personale e in un periodo di ferie, sono lasciati soli a districarsi tra annunci e smentite».

Da qui la richiesta di portare il caso in consiglio provinciale: «Pretendiamo che gli esponenti territoriali di Fratelli d’Italia e della Lega chiariscano una volta per tutte le loro posizioni e ci dicano se intendono difendere il nostro territorio come avevano promesso nella riunione cui erano presenti tecnici e sindaci di ogni colore politico».

Restano dunque aperte due questioni distinte. Per la siccità, Marnati indica AgriCat come strumento per ottenere i ristori e chiarisce che la Regione non mette risorse proprie per questo tipo di danni. Per la grandine, invece, resta da capire se, accanto alle assicurazioni e agli interventi regionali per i danni alle strutture, sia ancora percorribile la strada della deroga alla 102/2004 indicata ai sindaci pochi giorni fa. È su questi punti che l’opposizione chiede ora alla giunta Cirio una posizione univoca.

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Cecilia Colli

Novarese, giornalista professionista, ha lavorato per settimanali e tv. A La Voce di Novara ha il ruolo di direttore